PUZZA NELL’AREA DEL CERNICCHIARA, PRIME RISPOSTE

Arrivano le prime risposte degli enti coinvolti per la puzza di bitume nella zona del Cernicchiara, a Salerno. dopo le proteste dei residenti e un’interrogazione presentata al comune che ha risposto all’interrogazione dei consiglieri  di sinistra. Nella cava opera la Sepa, società del Gruppo Marinelli autorizzata alla produzione di bitume. L’Arpac ha riscontrato alcune violazioni nelle procedure di controllo delle emissioni e ha installato un campionatore di odori in una residenza della zona. I risultati non sono ancora disponibili. Da mesi i residenti del Cernicchiara e delle aree alte di Salerno, da via Sichelgaita a via Matteo Silvatico, denunciano forti odori notturni, descritti come simili a bitume appena prodotto. Esalazioni persistenti che, secondo le segnalazioni, avrebbero costretto alcuni cittadini a tenere chiuse finestre e balconi anche durante le notti più calde dell’estate.

Lo scorso 24 luglio quattro consiglieri comunali di Salerno, Franco Massimo Lanocita, Rino Avella, Giso Amendola e Claudio Russolillo,  avevano presentato un’interrogazione al sindaco e all’assessore all’Ambiente, chiedendo verifiche sull’attività presente nella zona, sulle emissioni e sulla compatibilità dell’impianto con un’area densamente abitata.Ora sono arrivate le risposte dell’Ufficio Tutela Ambientale del Comune.

Nella zona risulta attiva la Sepa srl, società del Gruppo Marinelli, autorizzata alla produzione di bitume per asfalto. Nel sito opera anche la Italsud srl, sempre del Gruppo Marinelli, attiva nel settore minerario ed estrattivo.Sulla vicenda sono intervenuti Arpac, Noe dei Carabinieri e Asl.

L’Arpac ha contestato alla Sepa alcune violazioni delle prescrizioni: in particolare, il mancato rispetto delle norme UNI per i punti di campionamento e il mancato adempimento degli autocontrolli previsti per il monitoraggio delle emissioni e della relativa comunicazione degli esiti alle autorità competenti. L’azienda ha ora trenta giorni per presentare le proprie controdeduzioni.

Intanto l’Arpac ha installato un campionatore di odori presso un’abitazione della zona. I risultati saranno resi noti non appena disponibili.Diversa la situazione per l’Asl: nei due sopralluoghi effettuati, i tecnici non hanno percepito gli odori segnalati dai residenti. L’azienda sanitaria attende quindi gli esiti dei campionamenti Arpac e si riserva ulteriori verifiche.

Sul possibile stop dell’attività, il Comune precisa che la competenza è regionale. Quanto alla compatibilità urbanistica, le autorizzazioni dell’impianto risalgono a prima dell’adozione del Piano urbanistico comunale, nel 2006.

Il consigliere Franco Massimo Lanocita annuncia che continuerà a seguire la vicenda e propone una variante al Piano urbanistico per arrivare alla delocalizzazione dell’attività.

 

 

Autore dell'articolo: Barbara Albero