Dal gemellaggio rinnovato nel segno della battaglia alla multiproprietà alle emozioni di una partita che poteva già essere ultima spiaggia e che ora per la Salernitana può trasformarsi in occasione di
una nuova partenza. A patto che non si stacchi troppo la spina, ci si goda il giorno di riposo e da domani si sia già belli caldi e focalizzati sul prossimo avversario perché il Casarano sicuramente non sarà il Bari dal punto di vista tecnico, ma sarà certamente più arrabbiato che mai e ci metter quel qualcosa in più che nella ripresa ai galletti è un po’ mancato. Quando Rastelli ha sfilato dalla contesa Darboe, la Salernitana ha preso campo e ha creato i presupposti per ribaltare una partita cominciata in salita per l’errore di Celiento, propiziato dall’astuzia di Maggiore.

Al rigore conquistato nel primo tempo e trasformato da un oltremodo irrispettoso Butic, faceva da contraltare nella prestazione dell’ex granata l’ingenuità al momento del suo cambio: avendo ritardato l’uscita, l’arbitro ha applicato il regolamento lasciando per sessanta secondi in dieci il Bari, punito dalla zampata di Lescano che mandava in tilt la porta di Cerofolini dopo un autentico flipper in area. Quasi allo scadere lo stacco aereo di Djamanca sul morbido cross di D’Ursi, innescato dal miracoloso recupero di Llano, faceva decollare l’Arechi per un successo pesantissimo, giunto in rimonta e dopo ottanta minuti non certo facili nei quali la Salernitana non aveva trovato molti varchi. Cosmi è ritornato alla difesa a 3 per via dell’assenza di Achik e ha dovuto gestire Villa, a rischio infortunio, mandando subito in campo un evanescente Longobardi. Con Ghiglione pagato fior di quattrini per stare fuori lista, viene da chiedersi perché non prendano provvedimenti visto che il regolamento lo consente. La sorpresa più grande è stata la presenza dal primo minuto di de Boer che ha giocato anche più di quanto la lunga assenza dai campi potesse far pensare, mentre c’è da elogiare l’attaccamento di Tascone che ha giocato nonostante una caviglia malconcia. Se sarà svolta, lo si capirà più avanti. Di sicuro, se dal punto di vista tattico si va verso un nuovo cambio di spartito, è chiaro che un predatore d’area come Lescano non possa essere perennemente relegato a comparsa. Ieri l’argentino è entrato bene e ha lasciato il segno con un gol da vero centravanti. C’era anche Iervolino, che in settimana aveva pure parlato alla squadra, ed ora anche dal patron si attendono segnali. L’unica cosa da evitare è l’attesa indeterminata di ciò che sarà.

