Tutela della salute e salvaguardia di circa cento posti di lavoro. È il difficile equilibrio indicato ancora una volta ieri dal Sindaco Vincenzo De Luca nel corso della diretta social di venerdì, quando, parlando agli operai delle Fonderie Pisano, ha rilanciato la necessità di discutere anche della possibilità di utilizzare nuove tecnologie e forni elettrici per ridurre l’impatto ambientale dello stabilimento, in attesa di una possibile delocalizzazione.
Una proposta che ha immediatamente riacceso però lo scontro. Il giorno dopo il presidio dei lavoratori davanti alla Prefettura di Salerno, è dura la reazione dell’Associazione Salute e Vita e di medicina democratica.
Il presidente dell’associazione Salute e Vita, Lorenzo Forte, e il vicepresidente nazionale di Medicina Democratica, Paolo Fierro, definiscono le dichiarazioni del sindaco «gravi, ipocrite e offensive». Nel mirino soprattutto l’ipotesi di una deroga temporanea per consentire la ripresa dell’attività con un forno elettrico.
Secondo le associazioni, anche questa tecnologia non eliminerebbe i rischi per la salute e non può diventare il presupposto per concedere nuove autorizzazioni a uno stabilimento inserito da decenni in un contesto urbano.
Forte e Fierro chiamano in causa le responsabilità politiche accumulate in oltre vent’anni, ricordando le battaglie dei cittadini, i precedenti provvedimenti sulle attività produttive e i dati dello studio epidemiologico SPES, che hanno sollevato forti preoccupazioni per la salute nella Valle dell’Irno.
La richiesta, però, riguarda anche il futuro delle maestranze: individuare soluzioni occupazionali concrete, eventualmente attraverso le società partecipate del Comune, senza mettere a rischio la salute pubblica.
I lavoratori devono trovare una collocazione con scelte politiche. De Luca si assuma la responsabilità di dare loro risposte, smettendo di continuare a favorire i Pisano per impedire che lì venga fatta la bonifica, hanno concluso in una nota il presidente dell’associazione Salute e Vita, Lorenzo Forte, e il vicepresidente nazionale di Medicina Democratica, Paolo Fierro

