Scafati sperpera negli ultimi tre minuti tutto il vantaggio accumulato, in una partita guidata praticamente sempre. A 2’50’’ dalla fine, i padroni di casa sono avanti di 10 lunghezze (89-79). Da quel momento la Longobardi non segna più. Rispetto a un Napoli Basket che, invece, punge con efficacia grazie ai suoi uomini simbolo. Un parziale di 12-0 per gli ospiti, che porta il tabellone a segnare il conclusivo 89-91. Davvero un peccato, per una squadra che aveva mostrato notevoli qualità e passi in avanti nella costruzione del gioco. Con una nota positiva: l’esordio di Ngouama. E con un McGruder decisamente in crescita. Oltre ai soliti Offurum, Mascolo e Onyema.An
Starting five
Scafati: Mascolo, Moore, Offurum, Johnson, Onyema.
Napoli: Dowtin, Ramsey, White, Seljaas, Tarczewski.
La partita
L’inizio della gara è preceduto da una colorata coreografia dei tifosi della Longobardi, che inneggiano alla storica tradizione cestistica di una piazza che è stata tra le prime in assoluto a “importare” il basket nel Sud Italia. Poi è una giocata da tre punti di Johnson, canestro più libero convertito, seguita da un tiro di Mascolo ad aprire la contesa. Così dopo 60 secondi di partita il punteggio è 5-0. Ma la squadra di Repesa apre un parziale di 9-0, guidato soprattutto da Dowtin e White, che ribalta immediatamente il risultato (5-9). L’equilibrio dura poco, al 5’ è 8-12. Ma Offurum diventa un fattore in questa fase, Johnson segna da tre, così la Longobardi resta in scia al Napoli Basket (15-17 all’8’). Il match è di notevole spessore tecnico e fisico. Le squadre si affrontano a viso aperto e il primo quarto va in archivio sul 19-22. Il secondo periodo si apre con un canestro di Spissu. Ma è immediata la risposta dei padroni di casa. Un break di 5-0 griffato McGruder riporta al 12’ il punteggio in parità a quota 24. In campo c’è anche il nuovo innesto gialloblu, Mehdy Ngouama, che garantisce soprattutto difesa e intensità di gioco oltre a punti importanti. Un lavoro considerevole, che equilibra la squadra. Ne beneficia Moore, sono i suoi i liberi che consentono alla Longobardi di sopravanzare gli avversari al 14’ (32-28). McGruder e Ngouama diventano immarcabili. I due esterni segnano a raffica dalla lunga distanza e Napoli soffre. Scafati allunga fino al 37-30 del 15’ (+7 di massimo vantaggio), lasciando agli avversari appena otto punti in cinque minuti di quarto. Napoli non trova le misure all’attacco dei gialloblu, specialmente sui pick and roll che portano Onyema quasi sempre a schiacciare su alley oop dei compagni. La Longobardi in questo frangente allunga ancora. Fino al 43-32 (+ 11 e nuovo massimo vantaggio) del 18’. La gara continua ad essere ricca di spunti tecnici, giocata a ritmi alti e con protagonisti sempre diversi. Ne gode lo spettacolo. Il finale di quarto è tutto di Ngouama. Si va al riposo lungo sul 47-37.
Si riparte con lo stesso spartito tattico. Napoli cerca un timida reazione ma Scafati regge l’urto. Un’affondata di destro ad altezza siderale di Offurum, seguita da 4 punti di fila di Onyema e intervallati da un paio di prodezze di Ramsey e Spissu. Nei minuti successivi però, gli ospiti recuperano un paio di palle a una Longobardi in temporanea confusione. Napoli si riporta così a sole 6 lunghezze (57-51 al 25’), sperperando buona parte del vantaggio, e Bucchi si vede costretto a chiamare time out. Le distanze non mutano troppo. Poi nel finale di periodo ancora Onyema e McGruder riportano avanti la Longobardi. Si va all’ultimo mini-riposo sul 75-64.
Con +18 (84-66 al 33’). Repesa, che nel frattempo aveva rinunciato a schierare lunghi di ruolo per tentare una zona molto aggressiva, deve obbligatoriamente fermare il gioco e chiamare time out. L’effetto scossa c’è. Napoli piazza un break di 5-0 (84-71 al 35’). Adesso è Bucchi costretto a chiedere minuto di sospensione. Gli ospiti pungono ancora con White e Ramsey riportandosi a sole sei lunghezze (84-76). Il parziale di Napoli, di 10-0, è interrotto da due liberi di Johnson. Così si entra negli ultimi tre minuti sul punteggio di 86-76. Ma c’è Spissu, sempre da tre, a tenere accese le speranze azzurre. Ma la risposta arriva immediata, sempre con una tripla, da Moore (89-79). La gara rallenta ma ogni giocata diventa decisiva. Dowtin in queste situazioni è sempre a proprio agio. Infatti l’americano segna un difficile canestro che riduce a soli 5 punti il distacco tra le due squadre (89-84 a 100 secondi dalla sirena finale). Segna White su una palla persa di Scafati, che oramai è in bambola. Tant’è che ancora su errori dei padroni di casa, la squadra di Repesa si porta addirittura in vantaggio: 89-90 a 10 secondi dalla fine dopo un parziale subito di 11-0. Moore perde una palla velenosa. Faggian subisce fallo e va in lunetta, trasformando due liberi. E’ la resa per Scafati. Il match si chiude sull’89-91.
Le parole di coach Bucchi
“Abbiamo giocato 35 minuti eccellenti, poi ci siamo fermati inspiegabilmente. Dispiace soprattutto per la bellissima cornice di pubblico accorsa a sostenerci. Difficile digerire una sconfita così. Per tre quarti e mezzo abbiamo fatto bene sia in attacco che in difesa, poi è mancata l’esperienza nei minuti finali. Questo purtroppo è il responso del campo, il risultato non ci sorride ma ci sono tante cose positive da cui ripartire”.
Longobardi Scafati – Napoli Basket 89-91 (19-22, 28-15, 28-27, 14-27)
Scafati: Ngouama 15, Lever 6, Brancaccio n.e., Iannuzzi n.e., Moore 17, Spinelli n.e., Ceron n.e., Offurum 13, McGruder 12, Onyema 8, Mascolo 8, Johnson 10. Coach P. Bucchi.
Napoli: Spissu 12, Seljaas 11, Dowtin 9, Ferrara n.e., Faggian 3, Sankare, White 21, Tarczewski, Caruso 3, Totè 7, Ramsey 25. Coach. J. Repesa.

