PAGAMENTO TASSA OPI, L’ ASL CHIEDE AUTOCERTIFICAZIONE SUI PAGAMENTI, LA FSI-USAE RICORRE AL GARANTE DELLA PRIVACY

Ad essere presi di mira dalla ASL, questa volta, i dipendenti delle professioni sanitarie (Infermieri, tecnici di radiologia, di laboratorio, ostetriche fisioterapisti, ecc.). Infatti la ASL di SALERNO chiede una autocertificazione sulla effettiva iscrizione all’ordine di appartenenza dei propri dipendenti delle professioni sanitarie e chiede una autocertificazione sulla “regolarità” dei pagamenti quasi come se, la ASL di SALERNO, fosse l’ufficio esattore per conto degli Ordini Professionali. “Al momento dell’assunzione” dichiara Rolando Scotillo “ma anche prima e già da molti anni, per fare il concorso è richiesta l’iscrizione all’ordine professionale. Per ciò che riguarda i pagamenti annuali il rapporto è tra l’Ordine di appartenenza del singolo professionista e l’Ordine stesso che può avviare le procedure di esazione. Non vediamo ragione per cui debba intervenire, sulla questione, la ASL e per tali motivi riteniamo che essa sia andata oltre le proprie competenze ed abbiamo segnalato la questione al Garante della Privacy ed attendiamo risposta.” Diversa è poi la questione di chi debba pagare i costi dell’iscrizione: ricordiamo che il problema essenzialmente ruota intorno al fatto che l’ente pubblico, ossia il datore di lavoro, è l’unico beneficiario della prestazione lavorativa del professionista e pertanto dovrebbe sostenere il costo della tassa annuale di iscrizione. La Corte, in particolare, ha stabilito che se l’iscrizione all’albo è presupposto indefettibile per l’esercizio della professione e se sussiste il vincolo di esclusività per cui l’ente pubblico è l’unico beneficiario della prestazione resa dal professionista, allora l’onere economico di pagare la relativa tassa deve gravare sul datore di lavoro. Nel ragionamento della Suprema Corte il riferimento è al contratto di mandato a mente del quale «il mandante è obbligato a tenere indenne il mandatario da ogni diminuzione patrimoniale che questi abbia subito in conseguenza dell’incarico, fornendogli i mezzi patrimoniali necessari». Per cui il pagamento della tassa deve gravare sul datore di lavoro e, se viene anticipato dal lavoratore, deve essere rimborsato dall’ente medesimo in base al principio generale applicabile anche nell’esecuzione del contratto di mandato. “Ricordiamo a tutti” continua Scotillo “che il 2015 è stato autorizzato un decreto ingiuntivo contro la ASL di SALERNO proprio sul rimborso della tassa di iscrizione all’ordine degli Infermieri e che ad ottobre p.v. si deciderà sull’opposizione a tale decreto, intanto una ulteriore sentenza del tribunale di Pordenone statuisce che a pagare dovrà essere la ASL a pagare. Alla ASL di SALERNO fanno finta di non capire e vogliono fare . Abbiamo invitato tutti i professionisti a preparare i pagamenti degli ultimi dieci anni per un eventuale ricorso, nel mentre tutti gli altri dipendenti non hanno costi i professionisti sanitari debbono a loro spese essere assicurati per i danni verso terzi, pagare l’iscrizione agli ordini e pagarsi la formazione obbligatoria ed il tutto senza riconoscimento alcuno. E’ ora di finirla….”

Autore dell'articolo: Barbara Albero