Si accampano di notte con tanto di brandina, lenzuola e coperte, lontano dai reparti in funzione, in una sorta di dormitorio in corridoio di un un’ala dismessa dell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno utilizzato come rifiugio notturno per riposare. È questo lo scenario documentato da un reportage pubblicato dal quotidiano “La Città”, firmato dal giornalista Salvatore De Napoli, che ha portato alla luce un presunto bivacco all’interno della struttura sanitaria di via San Leonardo
Accade al settimo piano del corpo C-D, un livello che ufficialmente non risulta tra quelli operativi, al piano superiore del livello dove c’è la Pediatria. Basta premere il pulsante dell’ascensore o salire le scale per accedere a un reparto fantasma.
Qui, nel silenzio totale, alcune persone così come documentato dal quotidiano La Città avrebbero trovato riparo per la notte, un uomo ed una donna, ma presumibilmente per la presenza anche di un’altra brandina con tanto di coperta appoggiata al muro anche qualche altra persona, trasformando spazi pubblici in un dormitorio di fortuna.
Una situazione che ha immediatamente acceso il dibattito politico. Durissima la reazione del dottor Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc, che parla di un quadro “allarmante” e chiede l’intervento della Procura della Repubblica di Salerno , oltre alle dimissioni dei vertici dell’azienda ospedaliera i dottori Sergio Russo e Luigi Memoli.
«Non si può tollerare che in un presidio sanitario si entri e si esca liberamente, che esistano reparti fantasma occupati abusivamente e che il personale lavori in condizioni di rischio costante. Qui non parliamo di disservizi, ma di una situazione fuori controllo che richiede interventi immediati e drastici».
Dalla direzione del Ruggi, intanto, arriva una prima risposta, ci sono verifiche in corso a partire dalla sorveglianza notturna. Solo dopo si valuteranno eventuali provvedimenti. Resta però una domanda di fondo: come è possibile che all’interno di un ospedale pubblico esistano spazi accessibili e non controllati? Ed ancora: si tratta di un episodio isolato o del segnale di un problema più ampio che dura da tempo e che solo per caso sbagliando a pigiare piano dall’ascensore è venuto alla luce?

Una vicenda che ora attende risposte concrete ed un’immediata assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni competenti.

