ANNA E DIEGO, UNITI ANCHE NELLE CURE –

Non c’erano stati segnali di peggioramento, anzi. Diego ed anna avevano scelto insieme di ridurre le cure di lui, pur mantenendo i colloqui settimanali presso il dipartimento di salute mentale dell’asl di salerno e continuando a farsi dare quel supporto psicologico che da tempo lo aiutava ad affrontare anche il passato traumatico che lo aveva segnato, soprattutto dopo la morte del papà del 40enne che nella giornata di domenica ha messo fine alla sua vita e a quella di Anna Tagliaferri e ferendo la suocera in quegli attimi concitati nel palazzo di via Ragone nella città metelliana che è ancora sotto choc. Non aveva mostrato reticenza alle cure ed era stata proprio la compagna, Anna, a intravedere miglioramenti e ad accompagnarlo nel percorso. Un interruttore che si è acceso “improvvisamente” e che inspiegabilmente ha portato alla tragedia. Questa mattina, il direttore del Dipartimento di Salute Mentale, il dottor Giulio Corrivetti ha voluto approfondire il caso di Cava de’ Tirreni, spiegando anche scientificamente cosa può segnare una persona fino ad un punto cruciale.

Autore dell'articolo: Brigida Vicinanza