ANNO GIUDIZIARIO TAR DI SALERNO, TEMPI RECORD E ARRETRATO AZZERATO –

Un tribunale che accelera mentre i ricorsi aumentano: al TAR di Salerno la giustizia amministrativa corre più veloce del contenzioso, azzera l’arretrato e chiude le cautelari in poco più di un mese. È il quadro tracciato questa mattina dal presidente Salvatore Mezzacapo all’inaugurazione dell’anno giudiziario nel palazzo di giustizia di Largo San Tommaso d’Aquino di Salerno.

La cerimonia si è aperta con la relazione del presidente del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania – Sezione di Salerno, che ha illustrato l’attività svolta nel 2025 e l’andamento della giustizia amministrativa nella circoscrizione salernitana. L’appuntamento è tornato a svolgersi nella sede naturale del Tar, dopo i lavori di manutenzione straordinaria che hanno interessato l’edificio lo scorso anno.

Presente, per la sua prima uscita ufficiale in città a Salerno, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, insieme alle massime autorità istituzionali, alle forze dell’ordine e ai rappresentanti dell’avvocatura.

Nel 2025 si è registrata una ripresa, seppur graduale, del contenzioso amministrativo, con i primi dati del 2026 che segnalano già un’ulteriore accentuazione. Oltre la metà dei ricorsi depositati lo scorso anno conteneva anche la richiesta di misura cautelare, la cosiddetta sospensiva, a conferma della centralità crescente della fase cautelare nel giudizio amministrativo.Sul fronte dei tempi, la risposta della Sezione di Salerno è stata definita “oggettivamente sollecita”: 35 giorni in media per la definizione della fase cautelare, che scendono a 26 giorni in materia di appalti. Per la decisione nel merito, con la pubblicazione della sentenza, il tempo medio è stato di 107 giorni, anche grazie al significativo ricorso alle sentenze in forma semplificata, pari a un terzo di quelle pubblicate.

tar salernoNonostante le criticità legate all’organico magistratuale, la Sezione ha sostanzialmente eliminato l’arretrato, lavorando sul corrente e raggiungendo con anticipo l’obiettivo fissato dal PNRR per giugno 2026. Tra le materie più rilevanti resta il tema del “governo del territorio”: i ricorsi in materia di beni paesaggistici, edilizia e urbanistica rappresentano circa un terzo del contenzioso complessivo. Confermato il calo delle controversie sugli appalti di lavori, a fronte di un incremento nel settore dei servizi. In deciso aumento anche il contenzioso in materia di sanità pubblica, più che raddoppiato, con numerosi ricorsi sui cosiddetti “tetti di spesa”.

Sempre centrale, e in crescita, il contenzioso relativo al sostegno scolastico per gli alunni con disabilità, ambito in cui sono in gioco diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. Proprio in questo settore si è registrato un caso di specie forse unico in Italia: quello di genitori che hanno presentato ricorso al Tar chiedendo l’annullamento della promozione del figlio disabile, ritenendo che il percorso scolastico non fosse stato adeguatamente calibrato sulle reali esigenze formative dell’alunno.

Autore dell'articolo: Barbara Albero