Bingo e tombola appartengono alla stessa famiglia dei giochi a estrazione di numeri, ma nel corso del tempo hanno assunto significati, funzioni sociali e modalità di gioco differenti. Pur condividendo una struttura di base simile, ovvero l’estrazione casuale di numeri da confrontare con quelli presenti su cartelle o schede, i due giochi si sono sviluppati in contesti culturali diversi, dando vita a esperienze ludiche che non appaiono sovrapponibili.
La tombola affonda le proprie radici nella tradizione italiana del Settecento, in particolare nel Regno di Napoli. Nata come alternativa popolare al gioco del Lotto, si diffuse rapidamente come passatempo domestico, assumendo nel tempo una forte connotazione familiare. Ancora oggi viene associata soprattutto al periodo natalizio, quando riunisce parenti e amici attorno a un tavolo, spesso accompagnata da cibo e rituali conviviali. Le cartelle della tombola contengono 15 numeri disposti su tre righe e le vincite seguono una progressione ben definita: ambo, terno, quaterna, cinquina e infine tombola, che si ottiene completando tutti i numeri della cartella.
Il bingo, pur condividendo il principio dell’estrazione casuale, ha una storia più internazionale. Le sue origini moderne vengono fatte risalire agli Stati Uniti degli anni Venti del Novecento, anche se giochi simili erano già diffusi in Europa. Il bingo si è affermato come attività organizzata in sale dedicate, con un’impostazione più strutturata e regolamentata. Le schede di bingo possono variare nella disposizione dei numeri, ma l’obiettivo resta quello di completare determinate combinazioni prima degli altri giocatori, a seconda delle regole stabilite per ciascuna partita.
Un elemento distintivo fondamentale riguarda il contesto di gioco. La tombola è tradizionalmente autogestita: uno dei partecipanti estrae i numeri e li annuncia, spesso utilizzando il celebre “panariello” o strumenti analoghi. Il bingo, invece, è solitamente condotto da un presentatore o da un sistema automatizzato, soprattutto nelle sale moderne e nelle piattaforme digitali. Proprio in riferimento a questo aspetto organizzativo, emerge una differenza significativa anche nella percezione sociale dei due giochi. Rispetto alla tombola, il bingo appare perlopiù come un gioco da sala, non necessariamente legato alla tradizione delle festività natalizie, motivo per il quale in tanti si divertono con le estrazioni anche negli altri periodi dell’anno attraverso il bingo online, senza condividere una tavolata con amici e parenti.
Dal punto di vista delle regole, la tombola presenta una struttura più rigida e universalmente riconosciuta, almeno sul territorio italiano. I nomi delle combinazioni e la sequenza delle vincite sono parte integrante del gioco e ne rafforzano l’identità culturale. Il bingo, al contrario, può cambiare sensibilmente a seconda del paese, della sala o della piattaforma online: esistono varianti con schede diverse, premi multipli e tempi di gioco più rapidi, pensati per mantenere alta l’attenzione dei partecipanti.
Un’altra differenza rilevante riguarda l’aspetto economico. La tombola è spesso giocata con puntate simboliche o premi modesti, talvolta costituiti da oggetti o piccole somme, mentre il bingo prevede quasi sempre un costo di partecipazione e montepremi più consistenti. Questo contribuisce a rendere il bingo un gioco maggiormente orientato all’intrattenimento organizzato, mentre la tombola conserva una dimensione più intima e conviviale.
Non mancano, tuttavia, le analogie. Entrambi i giochi si basano esclusivamente sulla fortuna, senza richiedere abilità particolari, e favoriscono la socialità, seppur in forme diverse. Sia nel bingo sia nella tombola, l’attesa dell’estrazione e la suspense legata all’avvicinarsi della combinazione vincente rappresentano il cuore dell’esperienza ludica.

