Parte da Salerno, la mobilitazione dei comuni montani esclusi dalla nuova classificazione. Quello che si è svolto questa mattina presso la sede Enbilaif Uncem di via San Leonardo a Salerno non è stato infatti un semplice incontro istituzionale, ma una vera e propria chiamata alle armi che ha registrato il fronte comune dei 40 centri campani esclusi dalla nuova classificazione. Venti si trovano in provincia di Salerno, uno dei territori più penalizzati dalla nuova classificazione della legge 131/25. Non è un caso dunque che la lotta contro la legge parta da qua. L’esito è inequivocabile: i sindaci e l’Ufficio di presidenza di UNCEM Campania hanno votato all’unanimità per la mobilitazione permanente e l’avvio di una battaglia legale senza precedenti. Una classificazione che “cancella la realtà” . Al centro del dibattito, l’amarezza e la rabbia per una tabella ministeriale, pubblicata lo scorso 20 febbraio, che declassa territori storicamente montani a zone “ordinarie”, privandoli di fondi vitali. “Non accetteremo che nessuno venga lasciato indietro per colpa di algoritmi che ignorano la realtà geografica e sociale dei nostri borghi”, ha dichiarato con fermezza Vincenzo Luciano, presidente di UNCEM Campania. “Oggi abbiamo dimostrato che la Campania interna è unita. Quella che parte da Salerno è una sfida che porteremo direttamente a Roma.”

