Ogni corsa ha un traguardo, ma non sempre è quello che avevi immaginato. A volte arrivi a un passo dalla vittoria, vedi il rettilineo finale, ma qualcosa cambia all’ultimo giro. La Feldi Eboli si ferma sul più bello, cedendo in finale contro la Meta Catania per 5-2 al termine di una battaglia intensa, combattuta fino all’ultimo metro. Feldinho aveva percorso tutta la pista con coraggio, superando ostacoli e avversari, arrivando fino al livello finale con la voglia di difendere il titolo. Ma in queste gare basta un dettaglio, una curva presa con un attimo di ritardo, per vedere sfumare tutto. Resta il cammino, resta la corsa, resta la consapevolezza di essere arrivati ancora una volta tra i migliori. Il traguardo, stavolta, sorride agli altri. Ma la gara delle volpi non finisce qui.
GARA – La partenza è immediata, quasi bruciante. Dopo appena 10 secondi è Gui a testare i riflessi di Timm, ma il primo sorpasso è della Meta. Lancio lungo proprio del portiere siciliano a cercare Pulvirenti, Dalcin esce con i pugni per anticiparlo ma, nel contatto, la traiettoria diventa beffarda e il pallone termina in rete. La Feldi ha bisogno di qualche curva per ritrovare stabilità, ma poi rimette il motore in moto. Nel momento più complicato arriva però il boost giusto: Felipinho accende il turbo e con un rasoterra preciso firma l’1-1. Le volpi tornano in scia, la gara si accende e il ritmo diventa altissimo. A quattro minuti dall’intervallo, però, arriva un nuovo sorpasso: Musumeci punta l’uomo, si accentra e scarica un tiro potente che vale il 2-1. Echavarria prova a rispondere immediatamente, ma Timm chiude la porta.
In apertura di ripresa la Meta accelera e trova il terzo gol, ancora con Musumeci, che finalizza uno schema su calcio piazzato. La Feldi non esce dalla gara, anzi reagisce subito: Braga devia un tiro di Felipinho e riporta le volpi a contatto sul 3-2. Sembra il momento giusto per tentare il controsorpasso, ma la pista si fa improvvisamente scivolosa. La Meta approfitta di un errore in uscita e con Albertico ristabilisce subito le distanze, firmando il 4-2 a porta vuota. È un colpo che spezza il ritmo delle volpi e a 7 minuti dal termine arriva la rete che indirizza definitivamente la corsa: Podda firma il 5-2, mettendo tra sé e le volpi un margine difficile da colmare. Gli ultimi minuti diventano una salita ancora più ripida: Mateus viene espulso, la Feldi supera il limite dei falli e concede un tiro libero alla Meta. Dal dischetto Turmena colpisce il palo, ma ormai il traguardo è già segnato.
ESSERE FELDI EBOLI – La bandiera a scacchi sventola per la Meta Catania. La Feldi Eboli si ferma all’ultimo livello, dopo una corsa lunga, intensa e combattuta fino all’ultimo metro. Resta il percorso, resta la consapevolezza di aver lottato ancora una volta tra le migliori. Il traguardo, stavolta, è degli altri, ma il motore delle volpi è ancora acceso. E allora, prima di spegnere i riflettori su questa gara, è giusto fermarsi un attimo e guardare il viaggio. Perché questa squadra ha corso fino in fondo, senza mai tirarsi indietro. Ha affrontato ogni curva con coraggio, ogni ostacolo con determinazione, ogni avversario con rispetto e personalità. Ha saputo rialzarsi, reagire, restare in partita anche quando la pista sembrava sfuggire via.
Poi c’è un’immagine, più di tutte, che racconta cosa significa essere Feldi Eboli. Il sorriso encomiabile del Presidente Gaetano Di Domenico al momento della premiazione, nonostante tutto, è forse il mio miglior messaggio della serata per questo sport. La squadra che resta sul parquet ad applaudire i vincitori. Un gesto semplice, ma pieno di valore. Perché saper perdere, con dignità e rispetto, è il segno delle grandi squadre.
A questi ragazzi va solo un grande grazie. Per l’impegno, per il cuore, per aver portato ancora una volta questi colori fino all’ultimo giro. Per aver fatto vivere emozioni vere, di quelle che restano. Le gare si possono vincere o perdere, le corse finiscono, ma lo spirito con cui si affrontano è ciò che fa la differenza.
E quello della Feldi Eboli non si spegne mai.

