DIMISSIONI SINDACO VINCENZO NAPOLI: ECCO COSA PUO’ FARE LA PREFETTURA DI SALERNO

Sarà con molta probabilità un prefetto in pensione, di alto spessore con un profilo di rilievo ad essere nominato commissario prefettizio di Salerno, il 5 febbraio a mezzanotte quando le dimissioni di Vincenzo Napoli diventeranno effettive e occorrerà individuare una guida per l’ente comunale. Anche se il decreto avrà la firma del prefetto di Salerno Francesco Esposito, è facile immaginare che la scelta arriverà direttamente dal ministro dell’Interno ma non per ingerenze politiche come molti amano pensare, ma semplicemente per l’importanza di un comune come Salerno. Anche su questo punto occorre smentire una diceria che circola sempre più con forza sotto forma di indiscrezione. Il commissario prefettizio guiderà il Comune di Salerno fino alla prima tornata utile per le elezioni amministrative che secondo la legge nazionale dovrà essere individuata nell’arco temporale compreso tra il 15 aprile e 15 giugno. Commissioni di indagini, o decisione di prorogare questo arco temporale sono motivate soltanto dall’elevato rischio di infiltrazioni criminali. Intanto, a proposito del ruolo della Prefettura, tirata in ballo in questi giorni in queste ore dà diversi interventi che invocano la parola del prefetto di Salerno sulle dimissioni anticipate di Vincenzo Napoli va specificato che l’articolo 53 del testo unico degli enti locali lo dice chiaramente: “Le dimissioni presentate dal sindaco o dal presidente della provincia diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni”. L’assenza di qualsiasi aggettivo come “motivate” é il motivo per il quale non troveranno alcuna risposta ufficiale tutte le sollecitazioni inviate alla prefettura e anche ad altri organi amministrativi per contestare la scelta di Vincenzo Napoli di lasciare l’incarico di Sindaco di Salerno un anno e mezzo prima della scadenza della consiliatura. Napoli non ha nessun obbligo di motivare la sua scelta. E anche le minacce di inviare esposti alla procura della Repubblica non hanno alcun significato. Per trovare un riscontro bisognerebbe dimostrare che Napoli ha rinunciato all’incarico dietro una minaccia, un’estorsione, un abuso di potere. Certo, fatto salvo il Tuel, ci sarebbe da scrivere un enciclopedia sulla opportunità di lasciare il posto per favorire la candidatura di Vincenzo De Luca. Ma, chi stabilisce che è invece meno grave quando un amministratore si dimette per andare a ricoprire un altro incarico senza portare a termine il suo mandato elettorale? La letteratura è piena di casi analoghi. Su Napoli, chi lo conosce davvero, sostiene che è il più felice di tutti. E che la sua gioia è condivisa anche dalla moglie Giovanna che non ha mai nascosto critiche e resistenza a ruolo politico del marito, che immortalato in un video realizzato con l’intelligenza artificiale subito dopo le dimissioni mentre sparava con un mitra contro tutti.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro