EPATITE, FARI ACCESI SU PESCHERIE E RISTORANTI

“Attenzione alta a pescherie e ristoranti” ma soprattutto a chi preleva acqua di mare nelle aree portuali per “rinfrescare” molluschi e mitili, poi il focus sulla pesca a strascico tra sanzioni e tracciabilità da tenere esposta. Capitaneria di Porto e guardia costiera monitorano le acque, gli esercizi commerciali e le attività di ristorazione su tutto il territorio salernitano con controlli straordinari che si aggiungono a quelli ordinari: questa mattina il comandante Giovanni Calvelli, dopo le sanzioni e i sequestri operati anche a Salerno, ha voluto richiamare all’attenzione dei consumatori (e non solo) le buone pratiche da adottare per evitare l’infezione da Epatite A. L’attività ispettiva ha portato all’elevazione di 43 sanzioni amministrative, per un importo totale di circa 71.228 € oltre a 1.350 kg di prodotto ittico risultato privo di etichettatura, documentazione attestante la provenienza e corretta registrazione nei sistemi Haccp delle attività e imprese controllate. Particolare rilievo è stato attribuito alla verifica della corretta tracciabilità dei prodotti ittici, elemento fondamentale per garantire la trasparenza della filiera, la tutela della salute pubblica e la protezione del consumatore finale. Nel corso delle recenti attività, è stata inoltre riscontrata e contrastata una pratica particolarmente pericolosa per la salute pubblica, consistente nel prelievo di ingenti quantità di acqua di mare all’interno delle aree portuali, successivamente utilizzata per lo spurgo dei molluschi bivalvi. Solo nella giornata di sabato sono stati sequestrati più di 100 kg di mitili e frutti di mare di vario genere non correttamente etichettati ed esposti per la vendita, anche immersi in acqua, e in quanto tali non conformi alle indicazioni in materia dettate dalle norme e dalle competenti autorità sanitarie.

Autore dell'articolo: Brigida Vicinanza