Il Comune di Salerno è pronto a rilasciare parere negativo sulla valutazione di impatto ambientale che la Regione dovrà esprimere alle Fonderie Pisano di Fratte. Il 18 febbraio, scaduti i termini entro i quali la società potrà presentare i chiarimenti richiesti ieri per l’adeguamento alle normative previste, alla seconda riunione della conferenza dei servizi, il Comune di Salerno porterà un parere negativo al rilascio della valutazione di impatto ambientale. Ma c’è già un altro no che il Comune di Salerno ha avuto modo di dire alla società ed è tutto racchiuso nella pratica per la richiesta di Valutazione urbanistica preventiva che avrebbe consentito ai Pisano di trasformare l’area dove attualmente c’è lo stabilimento in una zona residenziale. Negli elaborati e nella relazione posta a base della documentazione presentata da Pisano è comparsa l’ipotesi di installare una centrale elettrica. È il motivo che ha spinto il direttore del settore Maria Maddalena Cantisani a non accogliere l’istanza di Pisano lo scorso 6 ottobre. il Comune aveva precisato il motivo che non aveva fatto ritenere conforme il progetto, ma pisano non ha prodotto né integrazioni né chiarimenti e quindi ieri al tavolo della conferenza di servizi il Comune di Salerno ha presentato il no al programma integrato di intervento, che chiude definitivamente all’ipotesi di trasformare la fabbrica in case. Il futuro delle Fonderie Pisano ora si gioca su un altro piano e su un’altra ipotesi che ieri, anche attraverso i lavoratori, la società ha portato all’attenzione di tutti. La possibilità di utilizzare l’area ai confini con i Picentini, dove doveva essere realizzato il termovalorizzatore di Salerno. L’unica cosa certa è che le Fonderie Pisano a Fratte, dopo la sentenza della corte dei Diritti dell’uomo non può più andare avanti e chiuderanno a breve. Poi bisognerà riscriverne la storia. A Salerno, in un altro territorio o molto probabilmente a Foggia, dove Pisano ha già trasferito e ha già investito in una nuova attività produttiva.

