FONDERIE PISANO, LAVORATORI DAL COMMISSARIO: “SI APRA TAVOLO IN PREFETTURA”

Dopo la quasi sentenza di chiusura, arrivata con il preavviso di diniego ieri alla riunione della conferenza dei servizi, i lavoratori delle Fonderie Pisano percorrono tutte le strade possibili per ancorarsi a una salvezza. Questa mattina una rappresentanza dei dipendenti in compagnia di Francesca D’elia della Fiom Cgil ha incontrato il commissario prefettizio di Salerno Vincenzo Panico che ha assicurato il suo impegno a sostenere e a seguire la vertenza dei lavoratori che hanno chiesto di aprire un tavolo anche in prefettura con Francesco Esposito. Le strade da percorrere al momento restano due. Da un lato il supporto all’ipotesi di delocalizzazione in cui i lavoratori ancora credono insieme ai vertici della proprietà, seppure da più di 10 anni non è stato possibile individuare un’area dove poter spostare l’attività produttiva. Oggi, alla luce la presenza dell’attività produttiva, che non ha saputo dimostrare di riuscire a rispettare le Bat ( i criteri ambientali al centro del rilascio dell’Aia) appare a tutti incompatibile con la presenza rispetto ai cittadini, in difesa dei quali anche la Corte europea dei diritti ha sanzionato le istituzioni che non hanno difeso la loro salute. Entro due anni da questa sentenza, (ne è già trascorso uno) bisogna riparare a questo danno ed è proprio questa sentenza che ha sancito una pietra miliare nella storia e nel futuro delle Fonderie Pisano. Entro un anno gli enti locali che al momento devono risarcire di 8000 € ogni abitante che ha partecipato alla classe action contro le fonderie pisano dovranno dimostrare alla Corte Europea per i diritti dell’uomo di aver trovato una soluzione contro i danni alla salute. È cambiato qualcosa: lo hanno percepito anche i lavoratori che oggi più che mai sono preoccupati per il loro futuro ed è per questo che la seconda strada che si percorre è anche quella di cercare un paracadute o un sostegno alla possibile perdita di lavoro, visto che i lavoratori godono già di un ammortizzatore sociale che scade a settembre 2026 e che l’interruzione dell’attività andrebbe a far venire meno tutta una serie di aiuti. A margine dell’incontro con il commissario che guida il Comune capoluogo, i lavoratori hanno anche chiesto scusa al comitato Salute e Vita perché ieri il presidente Lorenzo Forte all’uscita dalla conferenza dei servizi è stato verbalmente aggredito da una parte dei manifestanti.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro