Ritorna in Campania la Green Energy Revolution, la campagna di Legambiente insieme alle imprese green per portare nelle scuole educazione ambientale ed energetica, visite guidate agli impianti, workshop e percorsi formativi che uniscono innovazione tecnologica e sostenibilità.
La quarta edizione coinvolgerà 16 scuole in tutte le province, ma i numeri raccontano già quanto questo percorso stia incidendo sui territori. La Campania è la prima regione del Sud per numero di imprese eco-investitrici, nell’intervallo temporale 2019-2024, con 50.960 imprese eco-investitrici, pari al 38,2% del totale delle imprese della regione. E Salerno è tra i protagonisti al 12° posto.
La provincia salernitana conta infatti 10.900 imprese green, pari al 38,3% del totale delle imprese. Un dato che la colloca tra le realtà più dinamiche della Campania nella transizione ecologica.
Non solo imprese: anche il lavoro parla sempre più “verde”. L’1,7% dei contratti green jobs nazionali si concentra proprio in provincia di Salerno, con un’incidenza del 32,3% dei nuovi contratti legati a professioni ambientali ed energetiche.
Segnali concreti di un cambiamento in atto, che parte dall’economia ma passa soprattutto dalla formazione.
Dal 2022 al 2025 il progetto ha già coinvolto 40 scuole, oltre 1.200 studenti, 100 docenti formati, con ebook, ricerche, fumetti educativi e protocolli con istituti tecnici e aziende delle rinnovabili.
Il focus di quest’anno punta anche a superare gli stereotipi di genere nelle discipline STEM e ad aumentare la presenza femminile nei green jobs, un settore che in Campania vede oggi una partecipazione delle donne in forte crescita.
«Mettere al centro i green jobs significa offrire risposte concrete alla disoccupazione giovanile, ai NEET e all’emigrazione, alla scarsa partecipazione delle donne al lavoro», ha dichiarato Mariateresa Imparato, Presidente regionale di Legambiente, chiedendo alla Regione Campania di sostenere un pacchetto di azioni concrete: educazione ambientale ed energetica diffusa nelle scuole e nei territori; orientamento scolastico e professionale rafforzato per i percorsi green; politiche attive del lavoro più adeguate per accompagnare la giusta transizione; una programmazione mirata della formazione con focus su competenze ambientali ed energetiche; politiche industriali per lo sviluppo sostenibile e la riconversione delle filiere produttive ed energetiche a partire da una diversa e innovativa destinazione dei fondi europei.

