LEGAMBIENTE PRESENTA I DATI DI MAL’ARIA 2026, SALERNO QUASI BENE

In una Campania in cui si è ancora malati di smog, Salerno fa registrare dei netti miglioramenti per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico anche rispetto agli altri capoluoghi della Regione. È quanto emerge dalla lettura dei dati del report di Legambiente “Mal’Aria 2026”  che analizza i livelli delle polveri sottili e del biossido di azoto resi disponibili dalle centraline dell’Arpac. Tra le città che sforano la media dei 35 giorni annui oltre il limite giornaliero, il comune  capoluogo salernitano che registra il 20, 91 per cento di pm10 ha sforato solo di quattro giorni il limite previsto e ed è in Campania quella con la percentuale più bassa di riduzione dei giorni rispetto all’obiettivo previsto nel 2030 quando il limite del valore medio annuale dovrà essere non superiore a 20 microgrammi per metro cubo. In questa classifica fanno peggio del comune capoluogo città come Nocera Inferiore, dove i limiti sono stati sforati per 28 giorni, Battipaglia per 11 e Cava dei Tirreni per sette, ma anche il piccolo centro di Ottati, dove però il valore medio è già entro il limite . Così come la città di Polla che, nonostante due giorni di sforamento ha già una media di PM10 del 15,82%. La classifica di Legambiente prende in considerazione anche il Pm 2.5 la frazione più finedello smog che proprio per le dimensioni ridotte riesce a penetrare in maniera più profonda nell’apparato respiratorio ed è per questo considerato tra gli inquinanti più critici. In questo caso la normativa prevede un valore limite annuale di 25 µg da far scendere a 10 entro il 2030. Salerno è a 10 µg e dovrà ridurre del 27% la percentuale entro il 2030 la situazione più critica per il Comune capoluogo si registra andando a valutare la quantità di diossido di azoto, ovvero la sostanza legata ai processi di combustione e al traffico veicolare. Salerno infatti, in questo caso è tra le le sei città dove in Campania si registra il valore più alto, anche se sono tutte al di sotto della media dei 40 micro grammi. Legambiente conclude il suo dossier anche con una serie di proposte che puntano a chiedere di potenziare il trasporto pubblico locale, favorire servizi di mobilità condivisa, ridurre le emissioni del riscaldamento aggiornare il piano di tutela della qualità dell’aria. 

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro