PORTO DI SALERNO, CANOTTIERI CHIEDONO DI NON… AFFONDARE –

“Affacciatevi! guardate il panorama perché non sappiamo per quanto ancora potrete farlo”. Il suggerimento che viene dato ai giornalisti che hanno partecipato alla conferenza stampa presso il circolo canottieri Irno, convocata stamattina, esprime tutta la preoccupazione di chi invita a fare le immagini dalla terrazza del circolo destinato a scomparire, così come altre strutture situate nella darsena del porto. Secondo il nuovo Piano regolatore portuale di Salerno,

attualmente al vaglio ministeriale per i pareri di impatto ambientale, oltre all’ampliamento del molo di ponente verso Vietri che dimezzerebbe la spiaggia libera di via Ligea, é prevista anche la riconversione della vecchia darsena. E così, il Comitato Giù le mani dal porto che ha come riferimento il giornalista Enzo Ragone ha deciso di difendere anche questa parte del porto mettendo insieme le voci di rappresentanti dell’ultracentenario sodalizio, dei Cantieri Soriente, dei concessionari dei pontili per le imbarcazioni da diporto, della piccola pesca e della flotta tonniera.
A tranquillizzare gli animi, non sono bastate le parole di rassicurazione che ieri dalla consueta tribuna Social l’ex presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca che sembrerebbe candidato a diventare sindaco di Salerno e ha fornito rassicurazionmi rispetto anche alla sua volontà di non prevedere ulteriori colate di cemento. Vogliamo che ci tranquillizzino tutti gli altri candidati al sindaco di Salerno ha detto Ragone specificando però che questa iniziativa non aveva nessuna connotazione elettorale. Anche se ad onor del vero, seduti accanto ai rappresentanti dei canottieri, c’erano molti esponenti di quel campo largo che sta tentando in tutte le maniere di trovare un’alternativa alla candidatura di Vincenzo De Luca, a partire dall’ex Sindaco di Baronissi Gianfranco Valiante, il deputato Franco Mari, l’ex assessore provinciale Giampaolo Lambiase, gli ex consiglieri comunali Corrado Naddeo e Rino Avella.

 

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro