Ambulanze in attesa, pazienti sulle barelle, reparti saturi: all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno l’emergenza che sta interessando il Pronto Soccorso è un allarme che non può più essere ignorato.

Senza scelte strutturali e una governance stabile, l’emergenza rischia di travolgere l’intero sistema sanitario provinciale. Nell’ultima settimana il Pronto Soccorso ha registrato un nuovo e significativo aumento degli accessi, aggravando criticità strutturali mai risolte. Iperafflusso, carenza di barelle e posti letto stanno causando un grave “effetto imbuto” verso i reparti, con ambulanze del 118 bloccate per ore e un impatto diretto sull’emergenza territoriale.
Secondo Antonio Capezzuto, segretario generale FP CGIL Salerno, pesa la debolezza della medicina territoriale e la cronica carenza di personale, acuita dall’ondata influenzale. I lavoratori continuano a garantire assistenza nonostante turni massacranti, ma le responsabilità non possono ricadere su di loro. Serve una direzione aziendale stabile, scelte strutturali e una cabina di regia tra ospedale, ASL e 118. La Regione Campania ascolti il grido d’allarme: il Ruggi non può essere lasciato solo.
“L’Azienda Ospedaliera Ruggi, sottolinea il Segretario Generale FP CGIL Salerno, ha oggi bisogno di un’attenzione concreta da parte della Regione Campania. Dopo le dimissioni della direzione strategica, è indispensabile assicurare al più presto una direzione stabile, in grado di programmare il futuro dell’Azienda, rafforzarne l’organizzazione e sostenere chi ogni giorno opera in prima linea”.
Per Capezzuto è “altrettanto urgente attivare un dialogo istituzionale strutturato tra l’Azienda Ospedaliera Ruggi, l’ASL e il servizio 118, attraverso una vera cabina di regia territoriale che consenta di governare le fasi emergenziali, coordinare i flussi dei pazienti e prevenire il ripetersi di situazioni di collasso”.
“Sarebbe necessario attivare una lungodegenza per i pazienti anziani e cronici oggi in stazionamento sulle barelle, definire quotidianamente un numero certo di posti letto medici e chirurgici riservati al Pronto Soccorso e programmare dimissioni coerenti con il reale fabbisogno giornaliero. Occorre inoltre istituire percorsi strutturati di continuità assistenziale, con aree dedicate all’attesa di ricovero e alla dimissione protetta, e procedure efficaci di back transfer verso i presidi spoke. Il Pronto Soccorso non può essere lasciato solo: deve essere inserito in una logica organizzativa complessiva che coinvolga tutti i reparti, con una regia chiara e strumenti di governo dei ricoveri adeguati”.
“Salerno non può essere lasciata da sola. Abbiamo bisogno di un segnale chiaro, perché il Ruggi ha bisogno di rialzare la schiena e di restituire fiducia, prima di tutto ai cittadini salernitani e dell’intera provincia che si affidano ai servizi e alle cure dell’Azienda Ospedaliera, ma anche e soprattutto ai migliaia di dipendenti del Ruggi che ogni mattina, con orgoglio e grande dedizione, continuano a mandare avanti l’ospedale nonostante le difficoltà. I lavoratori stanno facendo fino in fondo la loro parte: ora tocca alle istituzioni fare la propria” conclude Capezzuto.

