Falle nei controlli, documenti falsi e norme non omogenee tra gli Stati. È il quadro che emerge dalla relazione di 199 pagine presentata questa mattina nel Salone Azzurro della Prefettura di Salerno dal presidente, l’onorevole Jacopo Morrone della Commissione parlamentare d’inchiesta sui traffici transnazionali di rifiuti insieme ai relatori di maggioranza e minoranza, la senatrice Simona Petrucci (FdI) ed il senatore Pietro Lorefice (M5s), alla presenza tra gli altri del Prefetto di Salerno Francesco Esposito e del Sottosegretario di Stato al Mit Antonio Iannone
Un fenomeno strutturato, non episodico, che intreccia criminalità d’impresa e criminalità del territorio, alimentato da un sistema di regole non uniformi e da controlli non sempre efficaci. La Commissione, composta da 18 deputati e senatori, con il supporto di consulenti e di un magistrato, ha esaminato 15 dossier. Tre le missioni principali: Campania, Trentino Alto Adige e Paesi Bassi.
Non è stata infatti casuale la scelta di Salerno questa mattina per la presentazione della relazione, a un anno dall’ispezione al porto di Salerno (che dal 2025 è dotato di un sistema di scansione HCVM di ultima generazione, gestito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) e al sito di Persano, nel comune di Serre, già al centro della vicenda dei rifiuti spediti illegalmente dalla Campania alla Tunisia e poi finiti in fiamme.
Proprio qui l’attenzione si è concentrata su carenze nei controlli e falsificazione dei documenti, elementi chiave per aggirare le verifiche, nonostante in Italia il sistema doganale sia considerato rigoroso.
Salerno, Bolzano, Rotterdam e la Terra dei Fuochi: luoghi simbolo di un fenomeno che attraversa confini e sistemi legislativi, e che richiede una risposta coordinata e internazionale.

