SALERNITANA: FIGURACCIA A SIRACUSA, ORA E’ CRISI –

Imbarazzante, assente, pasticciona: la Salernitana non è praticamente scesa in campo al De Simone e i tre gol subiti ne sono una logica conseguenza. Il tutto contro un Siracusa ordinato e motivato, nonostante i problemi societari. La squadra aretusea aveva perso diversi calciatori in settimana, eppure in campo ha dato prova di attaccamento e dedizione. Merito anche del suo allenatore, Turati, capace di incidere tatticamente ma prima ancora nella mente del gruppo. Il Siracusa gioca un calcio riconoscibile, ha un’impronta precisa, la Salernitana insegue ancora una sua identità e ieri non è riuscita a far scattare nemmeno la modalità rimonta. Il gol lampo di Di Paolo, propiziato da una marcatura superficiale di Villa, ha subito rotto l’equilibrio. La Salernitana può recriminare per il gol di Ferrari, annullato dall’arbitro che aveva fermato il gioco indicando una rimessa laterale inesistente, ma poi ha regalato anche il secondo gol ai siciliani con Villa poco lucido nella gestione della palla e Donnarumma sorpreso dal tiro di Contini. Berra e Carriero subito titolari per un 4-3-2-1 con Achik unico apparso in palla in un contesto senza troppe idee: non è un caso che proprio il tornante marocchino abbia segnato un gol, peraltro splendido, che ha ridato per pochi minuti speranze ai granata, trafitti in avvio di ripresa da Candiano. Iervolino ha timbrato la traversa e ha fallito la seconda chance che avrebbe riaperto i giochi, Arena ha bagnato l’esordio con un rosso apparso eccessivo, ma nel complesso la Salernitana è stata troppa brutta e svagata e deve riflettere molto su tante cose. Raffaele a fine gara dirà che diversi calciatori non erano in condizioni fisiche ideali, ma perché allora lasciare in panca Matino, De Boer, Quirini, Knezovic ed Ubani? Non si poteva con questi calciatori contrastare il Siracusa? La rosa della Salernitana è così scarsa da dover subire una sconfitta così mortificante contro una squadra in emergenza? E’ il punto più basso della stagione, per ora, e coincide con la prima di ritorno in pieno mercato aperto. Ora la società deve decidere cosa fare. Se Raffaele deve essere ancora l’allenatore, allora nessuna fiducia a termine ma subito rinforzi di maggiore spessore. Se l’allenatore non gode più del sostegno del club, allora si cambi senza indugiare oltre. Al momento, però, si va verso la classica soluzione di mezzo con un’ulteriore presa di tempo per rimandare alla prossima puntata ogni decisione.

Autore dell'articolo: Redazione