SALERNITANA: IERVOLINO, RUFINI, E QUEI RETROSCENA –

Nella serata di lunedì la trattativa per il passaggio delle quote della Salernitana da Danilo Iervolino a Cristiano Rufini s’è bloccata. Le modalità con cui l’acquirente avrebbe voluto effettuare il primo dei due versamenti previsti dalla legge per l’aumento di capitale e la mancanza della fideiussione da 6,2 milioni di euro hanno fatto sì che Iervolino, che domani compirà 48 anni, abbia fermato tutto. Irritato, deluso, amareggiato, il patron granata ha dovuto, suo malgrado, rivedere i suoi piani di disimpegno dal club che ha acquistato nel gennaio 2022. Resta l’intenzione di allontanarsi da Salerno e dalla Salernitana, ma ora bisogna chiudere questo capitolo non certo glorioso. Da questa storia usciranno tutti malissimo e l’immagine della Salernitana sarà ulteriormente danneggiata. Non bastavano le retrocessioni e tutti i disastri combinati in questi ultimi anni, ora c’è anche da ripulire l’immagine di un club che ha davanti al portone di ingresso della sede ben esposto il cartello “vendesi a un euro”. Non è certo così, perché chi dovesse subentrare dovrà sottoscrivere un aumento di capitale da cinque milioni di euro, dovrà accollarsi la gestione corrente della prossima stagione che non costerà meno di dieci milioni, ma dovrà per questo dimostrarsi solido, affidabile, in possesso delle dovute garanzie e di quel cash che Iervolino ha profuso pure in abbondanza in questi anni e in queste settimane, pagando tutto e tutti in anticipo pur di alleggerire i conti e rendere meno gravosa la successione a capo del club. Ieri sera Iervolino e Milan hanno contattato la controparte, manifestando la volontà di avere un incontro ad horas per chiudere la questione con la risoluzione anticipata del preliminare senza attendere il 10 aprile. Rufini potrà accettare o rilanciare ma dovrà versare in contanti la prima rata almeno dell’aumento di capitale e presentare la fideiussione da 6,2 milioni di euro. E pensare che nel cronoprogramma stilato nel fine settimana scorso questi giorni sarebbero dovuti essere quelli dell’ufficialità del cambio di proprietà. Emissari di Rufini erano attesi in sede, poi ci sarebbe stato il rogito e subito dopo la presentazione della nuova proprietà. Tutto è rimasto sulla carta, nulla di concreto è stato fatto ed ora Iervolino vuole uscire da questa situazione spiacevole. Chiara la volontà del patron, la palla passa a Rufini che può acconsentire alla risoluzione del contratto o fare i passi stabiliti per darvi attuazione. Le prossime ore saranno quelle della verità.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto