Una missione molto difficile, forse quasi impossibile, ma proprio per questo affascinante e stimolante: la Salernitana vorrebbe almeno provarci, ma per entrare nella corsa salvezza deve almeno cominciare a prendere la rincorsa. Meglio se con la spinta dei suoi tifosi che, in realtà, non è mai mancata per tutto il campionato e che a San Siro ha regalato emozioni che, a prescindere dal risultato, resteranno nel cuore di chi c’era e negli occhi di chi era semplice spettatore davanti alla tv. Insomma, il popolo granata non ha fatto mai venir meno sostegno e calore alla squadra granata che è uscita stravolta dalla rivoluzione di gennaio e, di certo, migliore per tanti aspetti. Per la perfezione, si dovrà attendere. Questo, però, si sapeva e chi oggi avanza paragoni col recente passato omette di ricordare quante peripezie e quante umiliazioni siano state vissute fino alla gara con il Napoli, affrontata ancora senza rinforzi. E’ chiaro che ora la Salernitana dovrebbe riuscire ad accorciare i tempi necessari per assemblare un organico in gran parte nuovo per fare subito punti. Tanti punti. Non è facile e nessuno diceva il contrario. Era ben chiaro, però, l’organico allestito in estate non fosse in grado di competere nemmeno per la salvezza, anche se ha ottenuto tre vittorie importanti. Bisognerebbe anche ricordare i danni fatti dal trust dal punto di vista tecnico e non solo. Per anni Salerno è stata piazza divisa e logorata da contrapposizioni che riguardavano la vicenda multiproprietà e non solo. Per fortuna, è acqua passata. La più solare differenza col passato è che ora esista la volontà e ci sia l’oggettiva possibilità di programmare, un verbo praticamente sconosciuto fino a dicembre scorso a chi gestiva il calcio a Salerno, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte. Quando ci sono cambiamenti così sostanziali, è chiaro che non si possa avere tutto e subito. Come è chiaro ed evidente che i nostalgici possano avere la tentazione di rivendicare meriti per chi c’era prima ed arrivare al punto da far sottintendere che si stava meglio quando si stava peggio. Ognuno può tenersi la sua opinione. I fatti, poi, parleranno per tutti. Per ora, i tifosi hanno intenzione di sostenere squadra e società, anche a prescindere dai risultati perché tutti sono consapevoli delle difficoltà e nessuno ha voglia di mollare. Oltre mille tagliandi ed altrettanti abbonamenti già venduti nella giornata di ieri sono un segnale, piccolo o grande che sia, ma certificano la volontà della gente di provare a difendere la serie A e, comunque, di godersela se non altro fino alla fine. Certo, vincere sabato col Sassuolo sarebbe importantissimo e lo sarebbe stato anche battere in casa Spezia e Bologna. Le cose, però, non si improvvisano e ci vuole il giusto tempo per tutto. In attesa di capire come andrà a finire per le gare con Venezia ed Udinese, è fondamentale preparare al meglio la gara di sabato. Il pubblico farà la sua parte, senza avere la minima tentazione di voltarsi indietro.
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