L’emozione, la grinta ma anche e soprattutto le letture di Serse Cosmi che ha subito capito come limitare il Catania, quasi dilagante con Casasola nel primo tempo. La Salernitana è partita con determinazione e voglia di provare a mettere subito sotto pressione il Catania, dando agli oltre undicimila presenti quella gratificazione necessaria per dare poi per tutto il match spinta e sostegno. La squadra di Toscano ha attaccato bene sul fianco sinistro dei granata dove Achik e Villa sono andati in affanno. Cosmi ha preso nota e nella ripresa ha inserito Anastasio, avanzando Villa, e ha dato spazio a destra a Quirini al posto di Longobardi, sempre timido e poco preciso nel cross. La Salernitana s’è assestata, ha rischiato meno e Donnarumma, che nel primo tempo era stato molto bravo su D’Ausilio, nella seconda frazione di gioco ha dovuto limitarsi ad effettuare un paio di interventi. Alla Salernitana è mancata lucidità e pulizia nella gestione della palla. Capomaggio ha cercato di forzare qualche giocata ma ha dato l’impressione di essere affaticato e, nonostante la solita generosità nell’andare sempre a contrasto, non è stato assistito da quella precisione tecnica che sarebbe servita per aprire varchi in avanti dove Molina ha fatto un gran lavoro ma ha, a sua volta, sbagliato in alcuni casi nelle scelte, trattenendo troppo la sfera fino a perderla. Pari anche nelle recriminazioni. Il Catania ha giocato una card per un sospetto rigore su Casasola a fine primo tempo, la Salernitana ha fatto lo stesso oltre il novantesimo per un contatto tra Di Tacchio ed Antonucci, entrato a dieci minuti dalla fine per dare qualità e provare ad accendere la luce in avanti, partendo dalla destra. Alla prima con Cosmi in panchina la Salernitana ha messo in mostra determinazione e voglia di fare e quella capacità di soffrire che da tempo mancava. La strada è ancora lunga e c’è tanto da migliorare. Giovedì a Caserta ci sarà subito un altro test importante anche perché il Cosenza spinge e bisogna difendere la terza piazza.

