La Salernitana è una società solida, ha già pagato tutto quello che c’era da pagare fino al 30 giugno ed è in corsa per andare in B attraverso i playoff. Danilo Iervolino ha fatto tutto questo per agevolare il passaggio di consegne, cosa ben diversa dalla cessione che imporrebbe a chi subentri di accollarsi i costi gestionali ma anche di corrispondere una somma di denaro a chi cede. Perché Iervolino abbia tanta fretta di liberarsi della Salernitana tanto da pagare per cedere è la domanda che ci si dovrebbe porre, accompagnandola dalla riflessione che a queste condizioni di saldo è chiaro che possano presentarsi al patron, sfruttando canali diretti come i soliti consiglieri per nulla ispirati come il loro brillante trascorso in queste vesti dovrebbe ricordare a tutti, pretendenti a caccia dell’affare del secolo con tutti i pro e contro della situazione. Del resto, stando alle notizie degli ultimi giorni, Danilo Iervolino si sarebbe molto irrigidito con Cristiano Rufini per la questione dell’aumento di capitale che il patron di Olidata voleva effettuare con titoli azionari. E per questo aveva ripreso i contatti con Giovanni Lombardi che ha avuto esperienze nel calcio e qualche vicenda extracampo e che in mattinata ha comunicato la sua uscita di scena dalla trattativa. Resta Rufini che non ha risolto il contratto preliminare sottoscritto il 14 marzo ed ha manifestato la volontà di effettuare con moneta sonante l’aumento di capitale. Situazione ancora fluida e sullo sfondo resta la domanda di cui sopra: perché tanta fretta da parte di Iervolino che, qualche giorno fa, ha chiesto ai suoi collaboratori di risolvere anche il contratto con Giuseppe Raffaele? La fretta, si sa, non aiuta a prendere le decisioni migliori e, visto che la Salernitana è tutt’altro che in difficoltà dal punto di vista finanziario, non sarebbe meglio concentrarsi sul campo e provare a dare slancio e forza a Cosmi ed al gruppo in vista dei playoff?

