La migliore idea in questi casi è vincere. Senza interpellare l’avversario, che in campo avrà lo stesso obiettivo, ma mettendo sul tavolo le motivazioni tirate in ballo da Raffaele nelle parole della vigilia e quella voglia di riscatto che non può mancare ad un gruppo sferzato dai tifosi ed in grado da solo di capire la delicatezza del momento. Compatti e convinti: bisognerebbe fossero così i granata stasera perché l’immagine di squadra alla deriva offerta a Cerignola è stata troppo brutta e va subito cancellata con una prestazione di ben altro segno. Raffaele sa che avrà tutti gli occhi puntati su di sé. Il tecnico è sotto esame, non è riuscito a svoltare nonostante l’imponente mercato di gennaio e nelle ultime due partite ha inciso troppo poco dal punto di vista tattico, forse perché non gli riesce più tanto facile entrare nella testa dei calciatori. In un Arechi da minimo stagionale soffierà il vento della contestazione se non avrà preso il sopravvento quel senso di rassegnazione e di amarezza per un’altra stagione compromessa, almeno per l’obiettivo principale che era stato indicato alla vigilia: la promozione diretta. Bisogna dare di più e ricominciare a pedalare forte perché le tredici partite che restano avranno tutte il sapore di un’occasione preziosa da prendere al volo per ricostruire una fiducia e una autostima che potrebbero poi fare la differenza negli eventuali playoff. Serve il cuore innanzitutto per poter riconquistare quello dei tifosi che ora si sentono traditi e che non hanno più fiducia in Raffaele e in una società che fa e disfa, dando sempre l’impressione di badare all’immagine più che alla sostanza delle cose. Ed oggi conterà solo questa. Tre punti per ripartire, sostanza pura di cui non si può fare a meno.

