Il Catania aveva perso sabato pomeriggio col Sorrento, il Benevento aveva ribaltato anche con un brivido nel finale il risultato in casa dell’Atalanta Under 23: dagli altri campi erano giunti segnali che inducevano ad un cauto ottimismo e che spingevano la Salernitana a credere che i giochi non fossero fatti e che ci fosse spazio per rimontare. Bisognava dare un seguito alle due vittorie esterne e tornare a fare bottino pieno all’Arechi per ribadire con i fatti la propria convinzione e la vogliua di essere fino all’ultimo in corsa per il grande obiettivo. Non è finita, certo, ma è chiaro che ieri sia stata persa una grande occasione. La classifica premia il Benevento, leader solitario con tre punti di margine sul Catania ed otto sulla squadra di Raffaele che non sa più vincere all’Arechi. Continua la maledizione dello stadio di casa per la Salernitana. Ferraris aveva illuso, sbloccando abbastanza presto la gara ma contro il Giugliano, ultimo in classifica, la squadra di Raffaele non ha chiuso la partita e subendo la reazione ospite. Un tiro dalla distanza di D’Agostino, appena entrato in campo, ha freddato Donnarumma, sorpreso e quasi distratto dalla presenza nei suoi pressi di Villa, rimasto a terra dopo aver effettuato la diagonale difensiva. Il portiere granata si sarebbe riscattato poco dopo su un tiro dal limite, ma la partita era ormai cambiata. Nella ripresa il Giugliano ha messo in difficoltà i padroni di casa e la panchina granata non ha saputo porre in essere le giuste contromisure. Dopo il pari, Raffaele ha inserito Liguori ed Achik, che hanno fatto tanta confusione. Forse, avanzare Capomaggio per riportare Golemic in difesa ed inserire una seconda punta accanto a Lescano potevano essere ipotesi prese in considerazione. Il palo finale di Lescano, cui era stato annullato anche un gol per fuorigioco, sa di beffa ma fino ad un certo punto. Ieri sera la Salernitana avrebbe dovuto fare molto di più ed i fischi di fine partita sono la naturale conseguenza della grande delusione della gente che vede sfuggire di mano le possibilità di concorrere per la promozione diretta a causa della cronica incapacità di vincere in casa.

