Il Catania e il Benevento sono di nuovo insieme in vetta alla classifica. Etnei e sanniti hanno 45 punti dopo 21 giornate e la Casertana è al momento terza da sola con 39 punti. La Salernitana è a quota 38 e stasera sfida il Cosenza, staccato di due lunghezze, con la necessità di dimostrare tanto. Dopo la sconfitta di Siracusa, la panchina di Raffaele è stata a rischio e la conferma che è arrivata nelle ore successive non è sinonimo di fiducia illimitata. Ognuno nel suo ambito e per le responsabilità inerenti al ruolo che ricopre dovrà dare di più. Resta la questione relativa alle intenzioni del club e della proprietà in particolare che ha chiesto alla squadra di vincere ma che sul mercato non rompe davvero gli indugi. E chissà che l’attesa non sia legata anche in parte all’esito della gara di stasera che si giocherà in un Arechi da minimo stagionale in quanto a presenze. Sarà il freddo, sarà l’infelice collocazione della gara in un lunedì sera di metà gennaio, ma sul morale della tifoseria influiscono anche i recenti risultati e le solite lungaggini nell’operare sul mercato. Raffaele resta attanagliato da dubbi e incertezze e non riesce a dare una svolta decisa sul piano dell’identità tattica ad una squadra che ha delle lacune ma che ha soprattutto smarrito le sue certezze e i suoi riferimenti. Ecco perché stasera sarà importante vedere con quale testa, con quale spirito e con quanta determinazione la Salernitana affronterà il Cosenza. Conterà il come oltre al risultato e servirà, in un caso o nell’altro, prendere decisioni e agire di conseguenza. Se si ha fiducia in un progetto, allora lo di difenda rafforzandone le fondamenta. Se qualcosa si è rotto, allora si abbia il coraggio di dare una svolta senza indugiare oltre. Questi sono discorsi che in un senso o nell’altro saranno attuali dopo il fischio finale. Tutto, però, sarà subordinato a cosa si sarà visto in campo. Dopo la figuraccia di Siracusa, la Salernitana è chiamata al riscatto. Non c’è molto da aggiungere. C’è solo da fare i fatti.

