SALERNITANA: VITTORIA NEL SEGNO DI LESCANO

Vince e convince la Salernitana che passa al Viviani di Potenza contro un coriaceo Sorrento. Prima vittoria con almeno due gol di scarto e terza partita di fila senza gol al passivo per i granata che Raffaele ha sistemato in campo secondo un 3-5-2 che pare essere lo spartito più idoneo per dare equilibrio e assicurare continuità in fase di costruzione anche perché Capomaggio sta dando ottime risposte da difensore centrale e Gyabuaa ha subito preso possesso del centrocampo. L’ex Avellino ha giocato da vertice basso, presidiando e ripartendo con grande padronanza, scortato ai lati da Carriero e De Boer. E davanti Lescano ha fatto da punto di riferimento, difendendo e ripulendo tanti palloni cosa che ha consentito a Ferraris di svariare su tutto il fronte potendo spesso ricevere con la faccia rivolta all’area di rigore. Anche Villa e Longobardi hanno trovato più varchi per affondare e non è un caso che il terzino ex Padova sia tornato al gol al termine di una bell’azione che ha visto protagonisti Ferraris e Lescano. Bene anche Berra ed Arena in difesa, ma in generale tutta la squadra è apparsa più consapevole e sicura. Nella ripresa i granata hanno gestito senza grandi sofferenze. Lescano, lanciato da Gyabuaa, avrebbe potuto chiudere i conti un po’ prima, ma il portiere è stato bravo a chiudere lo specchio. L’argentino, che aveva anche colpito un palo di testa nel primo tempo, è riuscito a bagnare l’esordio in granata con un gol proprio nel recupero. Bravo Capomaggio a battere velocemente una punizione, preciso nella rifinitura Liguori, letale Lescano in area di rigore. La Salernitana resta a meno sei dal tandem di testa ma da Potenza è tornata a casa con un umore e con delle risposte molto diversi rispetto alla vittoria di Caravaggio. Nel rush finale di mercato il ds Faggiano dovrà sfoltire la rosa. Ubani passa alla Cavese, Knezovic è vicino alla Triestina, per Varone si potrebbe prospettare una sistemazione nel girone B. Poi, se ci sarà spazio in lista, ci potrebbe essere ancora qualche innesto. Del resto, al meglio non c’è mai fine.

Autore dell'articolo: Redazione