Un terremoto giudiziario sta per investire la sanità del trasporto in Campania. Il Coordinatore Provinciale Anas Nazionale Sanità ETS Vito Guariglia annuncia che giovedì mattina depositerà una denuncia formale alla Procura della Repubblica del tribunale di Salerno.
Quella che emergerà dagli atti non sarà una serie di episodi isolati, ma un sistema strutturato e opaco, costruito su associazioni fittizie, società fantasma e fondi pubblici destinati all’emergenza che non arrivano sempre a chi lavora sulle ambulanze.
Al centro della denuncia ci sarebbero centinaia di fatture: secondo il Coordinatore Provinciale Anas Nazionale Sanità ETS Vito Guariglia, rappresentano solo la punta di un iceberg.
Dietro quei documenti da quanto si evince da un comunicato stampa si nasconderebbe un meccanismo in cui il denaro, formalmente giustificato come costo per prestazioni sanitarie, finirebbe invece nelle tasche di amministratori occulti, mentre medici e infermieri sarebbero privi di contratti, contributi e tutele.
Non si tratta di errori clinici, ma di un sistema parallelo che usa il Terzo Settore come schermo per evadere tasse, non versare contributi e monetizzare fondi pubblici. Una macchina che ha prodotto lavoratori invisibili allo Stato, dumping fiscale e sfruttamento, mentre il volontariato autentico viene delegittimato.
Il Coordinatore spiega: «Chi salva vite deve avere diritti, non contanti in tasca e paura di parlare. Chi froda lo Stato deve rispondere alla magistratura».
La scelta della denuncia, spiega il Coordinatore Provinciale Anas Nazionale Sanità ETS Vito Guariglia, nasce dal rifiuto di essere complice del silenzio. «Chi salva vite deve avere diritti, non contanti in tasca e paura di parlare. E chi utilizza associazioni inesistenti per frodare lo Stato o monetizzare fondi pubblici destinati alla sanità deve rispondere alla magistratura, non all’omertà». Da giovedì, dunque, la magistratura avrà a disposizione un ricco incartamento con nomi, numeri e prove.

