SFRATTO DAL PALATULIMIERI, LA RABBIA DELLA ROLLER –

Lo sport a Salerno è in coma profondo. E dal primo febbraio rischia di morire definitivamente anche il pattinaggio: se il PalaTulimieri non potrà più ospitare la Roller, non solo oltre 200 bambini e ragazzi resteranno fuori da ogni attività sportiva ma si decreterà la fine di una disciplina che a Salerno ha fatto la storia.

E’ quanto hanno affermato questa mattina Giovanni Melillo, direttore sportivo della Roller e consigliere federale Fisr (federazione italiana sport a Rotelle), Massimo Giudice direttore tecnico della Roller alla presenza del presidente Giuseppe Giudic nel corso di una conferenza stampa presso la sede di piazza Santelmo a Torrione.

La chiusura annunciata del PalaTulimieri segna un punto di non ritorno per lo sport salernitano. Dal primo febbraio la storica Roller Salerno, società che ha portato il nome della città ai vertici mondiali del pattinaggio artistico, corsa e hockey, subirà lo sfratto senza alcuna alternativa concreta.

La situazione è aggravata dal crollo del pattinodromo di Torrione e dal mancato completamento dell’impianto Arechi, che allunga ulteriormente i tempi per una nuova collocazione.

La Roller, nonostante le difficoltà, si è iscritta alla Serie B rinunciando alla Serie A, un sacrificio passato sotto silenzio. Tentativi di confronti istituzionali, ma senza risposte concrete. Il nodo centrale resta il progetto: non è chiaro se quello esistente sia esecutivo, mancano certezze sui finanziamenti e sull’avvio della ricostruzione del nuovo impianto. L’unica certezza, oggi, è lo sfratto. La richiesta è semplice: non abbattere prima di ricostruire, garantire continuità sportiva e tutelare una realtà che ha dato lustro alla città e convocare un tavolo tecnico. Perché così, lo sport a Salerno, rischia davvero di spegnersi.

Autore dell'articolo: Barbara Albero