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	<title>4-3-3 Archivi - TVOGGI Salerno</title>
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		<title>SALERNITANA-VENEZIA PRIMO ROUND: SERVE COLPO DA KO</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/salernitana-venezia-primo-round-serve-colpo-da-ko/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2019 11:25:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una partita doppia che vale un intero campionato. Salernitana-Venezia comincia stasera all’Arechi e si concluderà domenica prossima al Penzo. Un match lungo due riprese: 180’ per salvare almeno la categoria nell’anno del centenario. Sotto i riflettori dell’Arechi e la lente d’ingrandimento della Var, l’ippocampo affronta l’undici di Serse Cosmi nella gara d’andata dei play out [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una partita doppia che vale un intero campionato. Salernitana-Venezia comincia stasera all’Arechi e si concluderà domenica prossima al Penzo. Un match lungo due riprese: 180’ per salvare almeno la categoria nell’anno del centenario. Sotto i riflettori dell’Arechi e la lente d’ingrandimento della Var, l’ippocampo affronta l’undici di Serse Cosmi nella gara d’andata dei play out della discordia. Padroni di casa e lagunari di nuovo in campo a distanza di quasi un mese dalla fine della regoular season e di una querelle sulla disputa degli spareggi finita nelle aule dei tribunali. Stasera parlerà il campo. Alla fine si giocano la permanenza in cadetteria le due squadre che hanno chiuso la stagione a braccetto in classifica (a quota 38), sebbene gli arancioneroverdi risultino avanti grazie agli scontri diretti ed avranno il vantaggio della gara di ritorno tra le mura amiche domenica prossima. Soltanto il fattore campo, però. Che non è poco.</p>
<p>Anche per questo, stasera Pucino e compagni avranno l’obbligo di fare la partita e provare ad ipotecare la salvezza nel principe degli stadi. Menichini vara una squadra a trazione anteriore, affila il tridente e lancia nella mischia dal primo minuto il giovane esterno offensivo Francesco Orlando, alla sua prima da titolare dopo due anni di calvario. L’ex Vicenza agirà sulla destra con l’ariete Djuric al centro e Jallow dalla parte opposta. Toccherà a loro provare a scardinare la retroguardia lagunare, orfana del capitano Maurizio Domizzi squalificato. Nelle fila ospiti si registrano parecchie assenze (in sei mancano all’appello), il Venezia si lamenta delle defezioni e del poco tempo avuto per preparare la partita, ma Menichini non cade nel gioco di quella vecchia volpe di Serse Cosmi e guarda in casa propria.</p>
<p>Il tecnico di Ponsacco ha deciso di affidarsi a uomini prima ancora che calciatori. A gente che abbia gamba, malizia ed anche un pizzico di incoscienza. Menichini ha già giocato e vinto i play out con la Salernitana, salvandola dal baratro con il Lanciano e tuona. “Se noi giochiamo da squadra non abbiamo timore di nessuno. Guido questi giocatori da poco ma è un gruppo che si è ricompattato, ha ritrovato gli stimoli e sono fiducioso che questi ragazzi faranno una grande partita”. A centrocampo, complici anche le non perfette condizioni fisiche di Akpa Akpro, uscito malconcio ieri l’altro da una botta in allenamento, il trainer granata si affida a Di Tacchio in cabina di regia con Minala e Odjer ai suoi fianchi.</p>
<p>Tutto scontato in difesa. Davanti a Micai, che sarà regolarmente tra i pali dopo l’aggressione subita sabato scorso a fine allenamento, agiranno capitan Pucino sulla destra, Lopez dalla parte opposta con Mantovani e Migliorini a comporre il tandem difensivo.</p>
<p>Il match è sulla distanza delle due riprese: Menichini non lo dice apertamente, ma sa fin troppo bene che il primo round dell’Arechi potrebbe essere determinante se si riuscissero ad assestare almeno un paio di colpi alla serenissima. Sul ring dell’Arechi c’è bisogno di un colpo da ko.</p>
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		<title>BOLLINI CERCA CONTINUITA&#8217; ED IDENTITA&#8217; TATTICA</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/bollini-cerca-continuita-ed-identita-tattica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2016 11:38:38 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Avanti con il 4-3-3, con l&#8217;obiettivo di trovare continuità sotto tutti i punti di vista. Dopo aver debuttato a Bari, Alberto Bollini è alla vigilia della sua seconda gara in B da allenatore della Salernitana e, dopo l&#8217;esordio lampo, ha avuto a disposizione qualche giorno in più per provare ad inculcare alla squadra i suoi principi di gioco. Il tecnico vuole proseguire sulla strada tracciata la settimana scorsa fin dal suo primo allenamento. Sarà 4-3-3 anche a Frosinone, con il ritorno di Vitale sull&#8217;out mancino in difesa e la conferma del tridente composto da Rosina, Coda ed Improta. Confermata anche la scelta di relegare inizialmente in panchina Donnarumma. Il mestiere di allenatore è questo: bisogna scegliere, magari dopo aver valutato una serie di cose, ma, alla fine, occorre prendere delle decisioni e Bollini non sembra spaventato dall&#8217;idea di farlo, assumendosi, ovviamente, le responsabilità conseguenti. Il 4-3-3 è u modulo che richiede applicazione e tempo e non è che Bollini e la Salernitana ne abbiano molto, ora. Il tecnico, però, guarda ad oggi ma anche alla prospettiva, forte, ci si augura, delle rassicurazioni di Lotito in ottica mercato perchè è chiaro che, se il patron ha deciso di affidare la squadra a Bollini, a gennaio bisognerà ragionare in funzione di un modulo ben preciso ed inserire le pedine giuste, che abbiano quei requisiti indispensabili per recitare un copione determinato. In attesa del mercato, però, Bollini sa altrettanto bene che i risultati sono il metro di giudizio e l&#8217;assicurazione sulla vita per un allenatore, l&#8217;unico modo, in fondo, per star saldo su una panchina e, la storia insegna, non è neanche sicuro che ciò basti. Rispetto alla gara del San Nicola, al Matusa la Salernitana scenderà in campo con una sola novità. Vitale ha recuperato dall&#8217;infortunio alla caviglia e sarà della partita. L&#8217;ex Ternana completerà la difesa insieme a Perico ed ai diffidati Tuia e Bernardini. Tra i pali ci sarà Terracciano, che ha smaltito il torcicollo. In mediana conferma per il trio Busellato- Ronaldo- Della Rocca che potrebbe compensare la mancanza di cambio di passo con la superiorità numerica rispetto alla mediana ciociara. In attacco nessuna sorpresa. Coda sarà la punta vertice, mentre il suo gemello, Donnarumma, andrà in panchina. Neanche convocato Luiz Felipe, out anche Odjer e Schiavi, Bollini ha portato nel Lazio venti calciatori, compreso il terzo portiere Rosti. Nell&#8217;era della lista degli over bloccata la Salernitana è riuscita ad inservi ben due portieri over, mentre l&#8217;unico under, Iliadis, ha fin qui dato prova di non essere affatto pronto per eventuali emergenze. Anche questo serve a spiegare le ragioni della crisi granata.</p>
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		<title>BOLLINI DEBUTTA A BARI E PUNTA SUL 4-3-3</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/bollini-debutta-bari-punta-sul-4-3-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2016 11:56:28 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due allenamenti prima del debutto in panchina. Alberto Bollini ha avuto poco tempo per preparare la gara di domani a Bari ed ha cercato di impiegarlo al meglio. Alla squadra ha parlato chiaro, chiedendo pressing, ritmo, intensità ma anche invitandola ad avere maggiore consapevolezza della propria forza. E questo potrebbe essere un passaggio fondamentale perché proprio la consapevolezza delle proprie qualità era un po&#8217; venuta meno durante la gestione Sannino. Bollini sa che dovrà puntare sulla voglia del gruppo e di qualche singolo in modo particolare di riscattarsi e dimostrare. Motivazioni ed autostima, ma anche una maggiore fiducia da trasmettere: così Bollini sta impostando il rapporto col gruppo, ben sapendo che la testa è la componente più importante perché è quella che fa andare a mille le gambe. La tattica, poi, non è certo un elemento secondario, specie per uno come lui, preciso, attento, maniacale. La Salernitana di Bollini adotterà l&#8217;unico modulo che non aveva ancora provato con Sannino: si partirà subito dal 4-3-3, il sistema di gioco più gradito al nuovo allenatore. Si parte da questo e da una certezza: questa squadra, per come è stata assemblata, difficilmente può permettersi di giocare con troppi giocatori offensivi contemporaneamente. Ed allora, gioco forza, uno dovrà restar fuori e, come era quasi scontato alla luce del modulo scelto, toccherà a Donnarumma sedere in panchina. Ieri le prime prove ed i primi indizi, oggi le conferme. Nella rifinitura odierna, infatti, Bollini ha schierato Perico e Luiz Felipe sulle corsie laterali della difesa con Tuia accanto a Bernardini al centro. In mediana, chiavi del gioco affidate a Ronaldo, scortato da Busellato e Della Rocca. In avanti Rosina ed Improta saranno gli esterni del tridente il cui vertice acuminato dovrà essere Coda, privo, almeno in avvio, del suo gemello, e costretto a sostenere tutto il peso dell&#8217;attacco. Ai due esterni il compito di non lasciarlo troppo solo, ma sarà importante anche il lavoro dei terzini e dei due interni di centrocampo che dovranno garantire sostegno alla manovra e la dovuta copertura in fase di non possesso. Parte da Bari il nuovo corso granata. Bollini proverà subito a dare la sua impronta, scuotendo le coscienze dei singoli e cercando di trovare quella chimica di squadra che è rimasta una chimera per chi lo ha preceduto.</p>
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		<title>SUMMIT RINVIATO. INZAGHI NON SI ACCONTENTA</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/summit-rinviato-inzaghi-non-si-accontenta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2016 10:51:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Potrebbe slittare ancora il tanto atteso summit dello stato maggiore granata. La Salernitana aspetta Lotito, ma intanto comincia a prendere forma. L’imperatore Claudio, di rientro dalla Francia, pare sia impegnato a Milano per la trattativa Candreva. Mezzaroma altrettanto ed allora Fabiani resta a Salerno in attesa di una chiamata. L’incontro fissato per oggi è stato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbe slittare ancora il tanto atteso summit dello stato maggiore granata. La Salernitana aspetta Lotito, ma intanto comincia a prendere forma. L’imperatore Claudio, di rientro dalla Francia, pare sia impegnato a Milano per la trattativa Candreva. Mezzaroma altrettanto ed allora Fabiani resta a Salerno in attesa di una chiamata. L’incontro fissato per oggi è stato inizialmente spostato di 24 ore. Sulla carta appuntamento a Villa San Sebastiano in programma domani pomeriggio. Ma non è escluso che tutto slitti a metà della prossima settimana.</p>
<p>Giusto il tempo per Simone Inzaghi di rientrare da Formentera dove sta passando un periodo di ferie e fare il punto della situazione con il co-patron di Lazio e Salernitana. Inzaghi non lo dice apertamente, non può farlo perché è ancora soltanto allenatore in pectore della Salernitana, sebbene ci sia l’intesa con Lotito, ma sta seguendo con attenzione i primi sviluppi di mercato della compagine granata. Il giovane e ambizioso tecnico si è detto felice di sposare il progetto granata, ma non intende assolutamente recitare il ruolo di comparsa. Inzaghino insomma vuole dire la sua – come è giusto che sia – sul mercato della Salernitana. Radio marciapiede sussurra che fin qui le scelte che si vociferano siano state fatte per la squadra del futuro trovino comunque il suo placet. Anche perché il diesse Fabiani si sta orientando su giocatori idonei per il 4-3-3 che è il marchio di fabbrica di Inzaghi Jr. Ma soprattutto il giovane tecnico è relativamente tranquillo perché si tratta comunque di operazioni di contorno. Per il resto, insomma, per i pezzi da novanta, i colpi di mercato, i top player insomma, intende esprimere comunque il suo parere. Compatibilmente, ci mancherebbe altro, con l’orientamento societario.</p>
<p>Ecco perché l’ipotesi che tutto slitti alla settimana prossima, annuncio del nuovo tecnico in primis, comincia a prendere sempre più forma. Giusto il tempo per Lotito di rientrare nuovamente dalla Francia dove lunedì seguirà gli azzurri contro la Spagna e di Inzaghi di rientrare dalle Baleari. Non è escluso che il vulcanico patron possa riservare anche qualche altra sorpresa in seno alla Salernitana. Il nome di Pasquale Foggia continua ad essere accostato al club granata, da verificare con quale mansione. In ogni caso entro una settimana si darà il via ufficialmente alla nuova stagione granata. Quella del riscatto, si spera. Nessuno chiede altro.</p>
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		<title>LOTITO GRAZIA MENICHINI. DA NOVARA PERO’…</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/lotito-grazia-menichini-da-novara-pero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2016 10:53:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una domenica di passione, piuttosto che una Pasqua di resurrezione. A Pasquetta l’assoluzione. E domenica prossima a Novara il rischio ribaltone. Certamente una settimana ben diversa da quella che si aspettava Leonardo Menichini, fin dalla vigilia del match con il Bari la sera del sabato Santo. La pazza sconfitta patita in casa contro i galletti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una domenica di passione, piuttosto che una Pasqua di resurrezione. A Pasquetta l’assoluzione. E domenica prossima a Novara il rischio ribaltone. Certamente una settimana ben diversa da quella che si aspettava Leonardo Menichini, fin dalla vigilia del match con il Bari la sera del sabato Santo. La pazza sconfitta patita in casa contro i galletti ha costretto ancora la Salernitana al mortificante penultimo posto in graduatoria, stavolta in solitudine, ma ha anche messo sulla graticola l’allenatore di Ponsacco, ancora all’asciutto di vittorie all’Arechi.</p>
<p>La società ha fatto un primo bilancio: ha tirato le somme, ha pensato per un attimo se era necessario dare un’altra scossa ed infine ha concesso ancora una chance a Menichini. L’allenatore ha incassato la fiducia di Lotito nel giorno del lunedì dell’angelo. Il co-patron della Salernitana ha ribadito a chiare lettere che la posizione dell’allenatore è salda. “Menichini non si tocca” ha urlato a gran voce ai giornalisti che lo hanno intercettato via filo. Sta di fatto che la società non è certo soddisfatta. La nuova guida tecnica ha portato un pizzico di gioco e di personalità alla squadra, mista ad una decente condizione fisica, ma i risultati restano negativi. Numeri alla mano anche peggiori di quelli ottenuti da Torrente. Lotito non lo dice apertamente, ha imparato a non entrare – almeno pubblicamente – nel merito di questioni squisitamente tecniche, ma non ha certo gradito alcune scelte dell’allenatore con il Bari così come a Terni. Tra queste l’accantonamento di Moro, relegato in panchina per una noia alla schiena, e la continua naftalina riservata a Ronaldo. Soprattutto nel momento in cui la Salernitana si è schierata con il 4-3-3. Ecco che serpeggiava l’idea di un ulteriore ribaltone nella notte tra sabato e domenica scorsa. Lotito ha parlato a lungo con Menichini, il tecnico ha spiegato le sue ragioni, chiarendo anche la condizione fisica di alcuni giocatori. Probabilmente proprio dei due centrocampisti in questione a cui è stato preferito Pestrin. La notte porta consiglio ed il co-patron ha deciso di andare avanti con Menico. Una fiducia marcata e rimarcata, ma comunque a termine. Quando gli è stato chiesto se Menichini restava fino alla fine della stagione, infatti, Lotito ha tuonato “Resta fin quando decido io. Fin quando si comporta bene”. Già, comportarsi bene! Che tradotto dal calciofilo all’italiano significa vincere, o almeno tornare a fare punti. Novara, dunque, potrebbe essere l’ultima spiaggia anche perché subito dopo la Salernitana avrà proprio una serie di scontri diretti all’Arechi che non può assolutamente permettersi di fallire. Da vincere a tutti i costi.</p>
<p>Menichini è stato chiamato al capezzale di una squadra moribonda, sostituendo l’esonerato Torrente, il primo febbraio scorso. In nove partite della sua gestione tecnica, però, le cose non sono affatto migliorate. Sul piano dei risultati, intendiamoci. La posizione della squadra è sempre in uno stato comatoso e la cosa non è certo andata giù alla società. Tocca a Menico adesso.</p>
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		<title>LA PARTITA A SCACCHI DI MENICHINI</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/la-partita-a-scacchi-di-menichini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Mar 2016 11:45:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Guai a farsi prendere dalla foga di sbloccare il risultato a tutti i costi e soprattutto fin dalle prime battute iniziali. Stasera contro il Bari all’Arechi sarà una partita a scacchi. Leonardo Menichini torna al passato e schiera il tridente per cercare di trovare il primo successo casalingo da quando è tornato sulla panchina della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Guai a farsi prendere dalla foga di sbloccare il risultato a tutti i costi e soprattutto fin dalle prime battute iniziali. Stasera contro il Bari all’Arechi sarà una partita a scacchi. Leonardo Menichini torna al passato e schiera il tridente per cercare di trovare il primo successo casalingo da quando è tornato sulla panchina della Salernitana. Complici le non perfette condizioni fisiche di Moro, la necessità di provare a fare la partita e l’esigenza di schierarsi a specchio con il Bari, piazzando un mastino come Pestrin alle calcagna delle mezzali avversarie, ecco che torna d’attualità il 4-3-3. E’ la seconda volta che Menichini propone questo modulo dopo essere stato richiamato sulla tolda della nave. Il trainer granata lo aveva fatto proprio all’esordio, sempre all’Arechi contro il Pescara. Allora finì con un rocambolesco pareggio per due a due agguantato con i denti. Stasera il modulo sarà lo stesso, gli interpreti diversi e probabilmente anche l’applicazione pratica. La Salernitana, infatti, sarà camaleontica e pronta a cambiare pelle a seconda delle situazioni. Anche senza attingere dalla panchina. Rispetto alla gara con il Pescara, poi ci saranno due esterni di ruolo con Coda che si riprende il ruolo di punta centrale. La presenza di Pestrin a centrocampo, poi, che sostituisce Moro frenato dal mal di schiena, garantirà un maggiore schermo davanti alla difesa. Il trainer granata in settimana si è soffermato a lungo sugli schemi del pacchetto arretrato a cui deve partecipare tutta la squadra. Bernardini e compagni continuano a prendere troppi gol e va urgentemente tamponata l’emorragia difensiva. Soprattutto perché stasera di fronte ci sarà un attacco di tutto rispetto composto da tre tenori del calibro di Rosina, Maniero e Sansone.</p>
<p>Menico ha studiato a lungo il Bari. Il trainer granata pensa che i galletti affolleranno le vie centrali ed ha previsto le contromosse da opporre alla tattica di Camplone. Facile immaginare ci sarà parecchio traffico in mezzo al campo. Facile intuire che quella di stasera sarà una partita a scacchi in cui probabilmente la Salernitana lascerà al Bari la prima mossa. Non solo. E’ probabile che Menichini intenda provare ad affondare il colpo dopo avere fatto stancare l’avversario. Ecco perché si tiene in panchina alcune soluzioni che possono essere determinanti in corso d’opera. E’ stato lo stesso tecnico ad ammetterlo nella conferenza stampa di ieri mattina al Seci Center. Menico ha anche svelato un segreto: l’ansia da prestazione non fa bene alla squadra e neppure la paura. Ci vuole soltanto concentrazione. Massima. Anche perché tecnico e giocatori sognano di scartare una bella sorpresa dall’uovo di Pasqua nella notte del sabato Santo.</p>
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		<title>BERNARDINI ED IL 4-3-3, DUE CERTEZZE PER TORRENTE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola Roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2016 13:01:22 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si giocava la panchina e lo sapeva. Per questo, contro il Brescia, Vincenzo Torrente ha seguito il cuore più che la testa: niente compromessi, niente vie di mezzo, sotto col 4-3-3, il modulo a lui caro e con il quale, in estate, aveva spiegato a Lotito e Fabiani che avrebbe impostato la squadra. La storia del travagliato girone di andata, con infortuni e squalifiche ma anche con le note lacune strutturali della rosa, è nota tanto che Torrente ha più volte cambiato spartito, convertendosi al 3-5-2 con le imbarazzanti e fallimentari esperienze del 4-4-2 contro Crotone e Pro Vercelli. Dal mercato di gennaio sono arrivati difensori e centrocampisti, ma anche un esterno d&#8217;attacco, merce rara in casa granata anche alla luce del flop Troianiello, dell&#8217;estro sempre più calante di Gabionetta e della scomparsa dai radar di Nalini. L&#8217;innesto di Oikonomidis in corsa ha permesso al tecnico di Cetara di tornare a prendere in considerazione anche l&#8217;ipotesi di giocare col 4-3-3  e per la gara che avrebbe deciso il suo futuro Torrente non ci ha pensato un secondo. Ha dato retta al cuore ed ha avuto ragione, ma, oltre alla bella prova del canguro laziale, alla solidità del centrocampo in cui Moro ha corso tanto, Zito ha dato un contributo importante e Ronaldo ha conferito ordine e geometria, la certezza più granitica per Torrente era rappresentata dal ritorno dal primo minuto di Alessandro Bernardini. Con lui in campo, la Salernitana ha conquistato tre vittorie e due pareggi, cioè undici punti dei ventitré totali, senza mai subire gol. Certo, contro il Brescia Terracciano ha compiuto due interventi decisivi, ma il dato resta di grande rilevanza. Bernardini regala sicurezza al reparto, tampona anche qualche falla, perchè Empereur è giovane e qualche volta ha delle indecisioni, e dà un&#8217;altra dimensione alla squadra che, se non subisce gol, può pure pensare di alzare il baricentro. Per di più, Bernardini ha servito due assist venerdì scorso. Lancio lungo per Coda dopo una sontuosa uscita dalla difesa, passaggio nello stretto per Franco dopo il palo centrato dal centravanti su corner. Con Bernardini la difesa granata cambia volto ed il 4-3-3 fa il resto perchè Torrente ha fondato su questo modulo il suo lavoro e le sue certezze ed ora andrà avanti per la sua strada, nella speranza che il mercato completi la rosa proprio secondo le sue esigenze.</p>
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		<title>TORRENTE SI DIFENDE COL TRIDENTE</title>
		<link>https://www.tvoggisalerno.it/torrente-si-difende-col-tridente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2016 09:00:10 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La migliore difesa è l’attacco. Per Vincenzo Torrente il vecchio adagio è da mutuare in tutti i sensi. Il tecnico non lo dice, resta per la prima volta in silenzio alla vigilia del match, ma sa benissimo che soltanto un successo contro la rivelazione Brescia stasera gli consentirebbe di puntellare la sua panchina. Altrimenti lo spettro dell’esonero si materializzerebbe quasi inevitabilmente. Proprio per questo l’allenatore costiero ha deciso di giocarsi la partita, la sua partita, con le SUE carte. Anche per questo, il trainer granata ha deciso di tornare al passato, schierando stasera la squadra con il 4-3-3- Il suo marchio di fabbrica, tanto per intenderci. Il tutto nonostante un mercato di riparazione che sembrava improntato per un altro modulo – il 3-5-2 – e nonostante l’avversario di turno. Il Brescia, infatti, può definirsi una delle rivelazioni del campionato grazie ai tanti giovani che si stanno mettendo in mostra agli ordini di Boscaglia. Le rondinelle volano grazie soprattutto alle ali. Gli esterni che tanto teme Torrente. Nonostante tutto, però, l’allenatore della Salernitana ha deciso di giocarsi il tutto per tutto rispolverando il tridente con buona parte dei nuovi arrivi subito in campo. Sul green dell’Arechi stasera potrebbero esserci quattro dei sei ultimi arrivati in casa granata. Davanti a Terracciano riecco la difesa a quattro: Ceccarelli è in vantaggio su Colombo nel ruolo di terzino destro, dalla parte opposta è certo di una maglia il superstite Franco, mentre Bernardini farà coppia con Trevisan al centro della difesa. A quanto pare, dunque, il giovane Empereur finirà in panchina, scalzato da Trevisan che pure aveva (ed ha) le valigie dietro l’angolo. Evidentemente il tecnico preferisce affidarsi ad una coppia di esperienza per arginare l’airone Caracciolo, terminale offensivo delle rondinelle.</p>
<p>In mediana, invece, Torrente si porta qualche dubbio in più. Ronaldo è certo di una maglia da titolare nelle vesti di play maker. Ai suoi lati dovrebbero agire Odjer e Zito. Il primo preferito a Moro, il secondo a Bovo, condizioni fisiche permettendo. L’ex Avellino, infatti, ha lamentato in settimana un affaticamento muscolare. Probabile si vada per una staffetta con Zito che comunque dovrebbe partire dal primo minuto.</p>
<p>E siamo al reparto offensivo. Le bocche da fuoco granata hanno le polveri bagnate. I granata hanno messo a segno un solo gol nelle ultime quattro partite. Coda, ultimo in ordine di tempo a timbrare il cartellino, giocherà punta centrale con Gabionetta sulla destra e l’esordio del giovane Oikonomidis sulla sinistra.</p>
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		<title>TORRENTE CERCA L&#8217;ASSETTO GIUSTO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola Roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 11:50:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla ricerca del modulo giusto. Vincenzo Torrente lavora, sperimenta, prova. Uomo di campo, carattere battagliero, il tecnico non si fascia la testa ma prende atto delle tante difficoltà e degli ostacoli, non del tutto previsti, che stanno caratterizzando i suoi primi passi in granata. In partenza, Torrente immaginava un gruppo capace di assecondare in pieno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla ricerca del modulo giusto. Vincenzo Torrente lavora, sperimenta, prova. Uomo di campo, carattere battagliero, il tecnico non si fascia la testa ma prende atto delle tante difficoltà e degli ostacoli, non  del tutto previsti, che stanno caratterizzando i suoi primi passi in granata. In partenza, Torrente immaginava un gruppo capace di assecondare in pieno la sua idea di calcio, trasferendo in campo i suoi concetti. Il 4-3-3 doveva essere il modulo di riferimento e, del resto, dopo la gara col Trapani, Torrente ha rotto gli indugi affermando che non avrebbe voluto derogarvi, ma ha dovuto farlo a causa di diversi fatti contingenti. Dopo aver lavorato e tanto, in estate, sul “4-3-3”, ed aver consegnato a Fabiani una lista precisa di interpreti adatti al suo modo di vedere il calcio, il tecnico di Cetara sta facendo di necessità virtù, rimodellando la squadra in base alle forze a disposizione.  Riposto nel cassetto il tridente, Torrente sta battendo, così, nuovi sentieri. Il “4-4-2” è stato già bocciato, mentre sta prendendo quota il “4-3-1-2” già visto a Pescara e rivisto domenica scorsa col Trapani. Con questo modulo la Salernitana giocherà anche sabato a Chiavari contro l&#8217;Entella. Un compromesso tattico tra quello che ha provato per tutta l&#8217;estate e il terrificante esperimento dello Scida.  Di certo, dopo sette giornate di campionato la Salernitana non ha ancora trovato una sua precisa identità tattica. Quando avrà recuperato tutti gli effettivi, magari Torrente potrà tornare al 4-3-3, ma per ora deve arrangiarsi, per usare le sue parole. Centrocampo a tre, ma irrobustito dall&#8217;aggiunta di un trequartista &#8211; Sciaudone &#8211; che è un centrocampista puro, niente esterni d&#8217;attacco ma due punte che devono giocare più vicine per darsi manforte. Torrente ha cambiato così la Salernitana, dopo che la sorte ed il mercato avevano cambiato i suoi piani estivi.</p>
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