24 MAGGIO: 25 ANNI DOPO, LO STESSO DOLORE –

Un quarto di secolo è trascorso e non c’è stato giorno in cui quella tragedia non sia stata presente nei cuori di tutti i salernitani. Ogni 24 maggio da venticinque anni a questa parte è un giorno di dolore e di lutto, di memoria e sofferenza per quella sciagura che si sarebbe potuto e dovuto evitare. Oggi la commemorazione di Simone, Enzo, Ciro e Giuseppe, come ogni anno, al cimitero di Salerno ha riportato tutti indietro nel tempo. L’esodo verso Piacenza, l’attesa per una partita a cui era legato il destino della Salernitana in massima serie, la tensione in campo, la delusione a fine gara dei calciatori e dei tantissimi tifosi granata giunti al Garilli in una giornata infernale per le elevate temperature e che sarebbe stata seguita da un viaggio di ritorno che assomigliava ad un inferno sulla terra. Il treno della morte fu fatto partire senza soffermarsi troppo sui possibili rischi e la mattina dopo Salerno si svegliò con la terribile notizia. Le immagini di quel treno divorato dalle fiamme proprio quando la meta era vicina hanno fatto il giro del mondo e restano nella mente di tutti quelli che c’erano, ma soprattutto devono essere un monito per chi non ha vissuto quella vicenda e si affaccia ora sulla scena. Salerno non ha mai dimenticato quei ragazzi, quelle giovani vite spezzate e il dolore delle famiglie e di tutta una comunità che si rinnova sempre ogni 24 maggio. Impossibile dimenticare, doveroso fare in modo che quella tragedia non si ripeta mai più.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto