300 OPERATORI SANITARI IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE, NESSUNA RISPOSTA DAL RUGGI –

300 operatori sanitari precari della sanità, molti di loro assunti in piena pandemia, rischiano il prossimo 31 dicembre di vedere interrotto il loro impiego all’ospedale di Salerno. I contratti di lavoro sono in scadenza e ad oggi la direzione generale dell’Ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno ancora non si è pronunciata in merito ad una possibile proroga. Urgono risposte immediate nella gestione del personale sanitario dell’ospedale di Via San Leonardo. A dirlo questa mattina la federazione dei lavoratori della funzione pubblica della Cgil che con il segretario generale Antonio Capezzuto, i precari, infermieri ed Oss hanno tenuto una mobilitazione per il rinnovo dei contatti a tempo determinato e Co.co.co all’ingresso della palazzina amministrativa dell’ospedale Ruggi.

Negli ultimi mesi hanno lasciato l’Azienda più di 80 infermieri e 40 Oss e, nelle ultime settimane, sono decine gli operatori che stanno accettando proposte di lavoro di altre Aziende sanitarie italiane, considerate le mancate rassicurazioni del Ruggi sul rinnovo dopo il 31/12.La grave carenza di personale sta mettendo seriamente a rischio la garanzia dei LEA, considerate anche le continue e numerose segnalazioni che pervengono dal Coordinatori del Reparti del Presidio salernitano, che lamentano il mancato reclutamento di nuovo personale per sopperire alle fuoriuscite. Una situazione di stallo che rischia seriamente di aggravare la tenuta delle cure e dell’assistenza con ripercussioni sul cittadini/utenti, con un ulteriore allungamento delle liste d’attesa già fortemente condizionate dall’emergenza pandemica e che nelle progettualità dell’Azienda vedono il coinvolgimento di una “filiera ristretta” senza i coinvolgimento di tutte le figure professionali.

la Funzione Pubblica CGIL di Salerno è pronta a dichiarare lo stato di agitazione di tutto il personale se la Direzione Strategica non assumerà immediate iniziative a partire dalla proroga dei contratti di tutti gli operatori sanitari a tempo determinato e Co.co.co.

Autore dell'articolo: Barbara Albero