I GRUCCIONI SVELANO UNA DISCARICA ABUSIVA, SEQUESTRATA AREA AD EBOLI

Sono stati i gruccioni, coloratissimi uccelli migratori conosciuti anche come “mangiatori d’api”, a far scattare i controlli che hanno portato alla scoperta di un’attività illecita nelle campagne di Eboli.

L’operazione è stata condotta dai Carabinieri Forestali del Nucleo di Capaccio-Paestum insieme alle Guardie Giurate Ambientali dell’Accademia Kronos di Salerno. Durante un sopralluogo, gli operatori hanno individuato una vasta colonia di gruccioni che aveva scavato centinaia di nidi all’interno di grandi cumuli di sabbia presenti nell’area.

Proprio la presenza di questi uccelli protetti ha spinto i militari ad approfondire gli accertamenti. Le verifiche hanno consentito di scoprire che un imprenditore aveva  trasformato, senza alcuna autorizzazione, un vasta area di un terreno agricolo in un deposito destinato all’accumulo e alla commercializzazione di sabbia, terra e altri materiali utilizzati nel settore vivaistico.

L’ispezione ha inoltre portato al rinvenimento di circa 70-80 metri cubi di rifiuti provenienti da attività di scavo, mescolati a materiali inerti. Secondo quanto accertato, l’area risultava priva dei necessari titoli abilitativi e del cambio di destinazione d’uso previsto dalla normativa.

Particolare attenzione è stata riservata alla tutela della fauna selvatica. I gruccioni, specie migratrice proveniente dall’Africa, sono infatti protetti da convenzioni internazionali e dalla legislazione italiana. La distruzione o il danneggiamento dei loro nidi costituisce un reato. Durante l’attività ispettiva i militari hanno accertato la presenza di un centinaio di nidi di Gruccione

Al termine dell’operazione i Carabinieri Forestali hanno posto sotto sequestro l’intera area, estesa per circa 5 mila metri quadrati. Per il proprietario è scattata la denuncia a piede libero con le ipotesi di reato legate agli abusi urbanistici, alla gestione illecita dei rifiuti e al danneggiamento dei nidi della colonia di gruccioni.

Autore dell'articolo: Barbara Albero