All’udienza del 16 giugno 2026, il Tribunale di Salerno, Prima Sezione Penale, ha assolto il dott. Enrico Coscioni dall’imputazione a lui ascritta con la formula piena “perché il fatto non sussiste”.
Il procedimento riguardava il decesso di una giovane donna, verificatosi a seguito di un intervento cardiochirurgico di plastica della valvola mitralica eseguito presso l’A.O.U. “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno.
Il Tribunale, all’esito dell’istruttoria dibattimentale e della discussione delle parti, ha ritenuto insussistente il fatto contestato, disponendo il deposito della motivazione nel termine di 90 giorni.
La difesa del dott. Coscioni – sostenuta dall’Avv. Prof. Andrea R. Castaldo – e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Ruggi d’Aragona – sostenuta dall’Avv. Prof. Agostino De Caro – ha evidenziato nel corso del processo l’infondatezza dei profili di colpa contestati, sottolineando come la vicenda dovesse essere valutata alla luce della particolare complessità del quadro clinico, della imprevedibilità della complicanza intraoperatoria e dell’assenza di una condotta alternativa concretamente idonea a evitare l’evento.
«Accogliamo con profondo rispetto la decisione del Tribunale, che restituisce piena dignità professionale al prof. Coscioni dopo un processo complesso e doloroso per tutte le parti coinvolte. L’assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste” conferma la correttezza della linea difensiva sostenuta sin dall’inizio: non ogni evento avverso, anche quando drammatico, può essere trasformato in responsabilità penale. Attendiamo il deposito delle motivazioni per ogni ulteriore valutazione», dichiara l’Avv. Prof. Andrea R. Castaldo.

