Due lavoratori licenziati, il futuro del sito produttivo sempre più incerto. Questa mattina davanti ai cancelli dello stabilimento Adi Tubiforma della zona industriale di Salerno, ex ilva i dipendenti hanno incrociato le braccia lanciando un nuovo grido d’allarme.
Otto ore di sciopero con presidio, proclamate dalla RSU FIM CISL e FIOM CGIL, dopo settimane di preoccupazioni rimaste, secondo i sindacati, senza alcuna risposta da parte dell’azienda.
Al centro della mobilitazione ci sono i licenziamenti di due figure ritenute strategiche per il funzionamento dello stabilimento. Un incontro richiesto per discutere la riorganizzazione dei ruoli, spiegano le rappresentanze sindacali, non è mai stato convocato. Ma le criticità, denunciano ancora i lavoratori, non finiscono qui. La ditta incaricata dell’adeguamento dei camini dell’impianto di aspirazione avrebbe sospeso i lavori, lasciando di fatto inutilizzabili tre linee produttive su quattro.
A questo si aggiunge la notizia della possibile vendita dei coil, delle bobine di lamiera e dei nastri in entrata, materiali considerati fondamentali per un’eventuale ripartenza della produzione. Una situazione che, secondo la RSU, alimenta il timore di un progressivo disimpegno nei confronti del sito salernitano che mette in allarme 42 lavoratori..
La produzione è ferma dal 24 novembre 2025 e, a distanza di mesi, non si intravedono segnali concreti di ripresa. Per questo i lavoratori chiedono risposte immediate sul destino dello stabilimento e sulle prospettive occupazionali. La mobilitazione, avvertono i sindacati, potrebbe non fermarsi allo sciopero di oggi: in assenza di riscontri da parte dell’azienda, sono già state annunciate nuove iniziative di protesta e possibili blocchi nei prossimi giorni.

