UNIVERSO BEACH, UN VARCO PER “AGGIRARE” IL DIVIETO

Nonostante i divieti, nonostante le ordinanze e nonostante i pericoli, Universo Beach anche questa mattina era popolata da bagnanti. In attesa dei risultati delle analisi effettuate il 10 agosto con gli accertamenti sul ripascimento effettuato nell’area sul lungomare Marconi, nella zona orientale di Salerno da parte dei tecnici dell’Arpac, la Capitaneria di Porto, il Ctu impegnato nell’inchiesta di Cetara, il consulente tecnico nominato dal Comune di Salerno e la Guardia di Finanza per verificare la provenienza e le caratteristiche del materiale utilizzato per il ripascimento e confrontare i materiali utilizzati sia a Cetara che a Salerno, i bagnanti hanno trovato un nuovo “varco” per poter accedere alla spiaggia interdetta per qualche ora al mare. Questa mattina – come dimostrano queste immagini – in tanti hanno apposto ombrelloni e steso asciugamani sulla spiaggia che dovrebbe essere chiusa in attesa degli accertamenti. Durante i sopralluoghi del 10 agosto era stato effettuato uno scavo particolarmente profondo, arrivato fino a circa un metro e venti centimetri, con l’obiettivo di ricostruire la stratificazione della spiaggia e comprendere quanta sabbia sia stata effettivamente apportata nell’area. Gli accertamenti servono anche a individuare, sotto il materiale più recente, la sabbia preesistente. Uno degli elementi al centro delle verifiche è il possibile collegamento tra il materiale utilizzato sul lungomare Marconi e quello impiegato per il ripascimento di Cetara. Al momento si tratta di un’ipotesi che dovrà essere verificata attraverso le analisi sui campioni prelevati. Proprio per questo motivo, gli investigatori nell’ambito del fascicolo aperto dalla procura di Salerno procedono con particolare attenzione alla comparazione tra le sabbie delle due aree, rimandando ancora di qualche giorno i risultati. Le analisi di laboratorio sono infatti decisive per stabilire eventuali corrispondenze e per ricostruire con maggiore precisione la provenienza del materiale. Gli scavi effettuati sul lungomare Marconi assumono quindi particolare rilievo nell’inchiesta: oltre a consentire di quantificare il materiale depositato, potrebbero fornire elementi utili per capire se e in che modo la sabbia utilizzata nell’intervento possa essere riconducibile a quella finita sotto la lente degli investigatori a Cetara. I controlli proseguiranno con l’analisi dei campioni e con il confronto dei risultati. Solo all’esito degli esami sarà possibile stabilire se esista effettivamente un collegamento tra le due operazioni di ripascimento e se la stessa prassi possa essere stata adottata nei due siti.

Autore dell'articolo: Brigida Vicinanza