Fumata nera al tavolo convocato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale sulla vertenza delle compagnie portuali di Napoli e Salerno. Il confronto non ha prodotto un accordo sui contributi previsti dall’articolo 199 del decreto-legge 34 del 2020, risorse destinate a sostenere le compagnie autorizzate alla fornitura di lavoro portuale temporaneo nei periodi di difficoltà, compensando, tra l’altro, giornate di mancato avviamento, minori ricavi e maggiori costi. Dopo la sospensione dello sciopero inizialmente previsto a settembre, i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno quindi proclamato una nuova mobilitazione. Rispetto alle prime indicazioni, la data comunicata nell’ultimo documento sindacale è quella del 15 e 16 ottobre 2026, e riguarda le lavoratrici e i lavoratori del sistema portuale del Mar Tirreno Centrale. Particolarmente delicata la situazione della CULP Flavio Gioia di Salerno, dove, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, sono a rischio oltre cento posti di lavoro e altrettante famiglie. Il punto centrale della vertenza è il mancato riconoscimento dei contributi per il 2025. Secondo i sindacati, l’Autorità avrebbe confermato il diniego per quell’annualità, manifestando invece una disponibilità ad avviare un’istruttoria per il 2026. Una posizione che le organizzazioni dei lavoratori giudicano insufficiente e tardiva. L’Autorità, da parte sua, ha ribadito la necessità di attenersi alle disposizioni di legge e di valutare l’impiego delle risorse pubbliche disponibili nel loro complesso, anche alla luce dell’andamento dei traffici e dei turni di lavoro. La vertenza resta dunque aperta. Il presidente della CULP Flavio Gioia, Vincenzo D’Agostino, ha ribadito la volontà di proseguire la battaglia per la tutela dei lavoratori. Ora l’attenzione è rivolta alle modalità dello sciopero e agli eventuali effetti sulle attività degli scali di Napoli e Salerno.

