PUNTO NASCITA DI SAPRI, NURSIND: “PRIMA LA SICUREZZA”

La pronuncia del Tar Campania sulla chiusura del Punto nascita dell’Ospedale “Immacolata” di Sapri definisce la legittimità amministrativa della decisione regionale, ma non certifica, secondo il Nursind Salerno, la concreta capacità della rete alternativa di garantire la sicurezza di donne e neonati nel Golfo di Policastro.

Il sindacato chiede quindi a Regione Campania e Asl Salerno di verificare prima di tutto l’effettiva operatività dei servizi di trasporto materno assistito, lo Stam, e di trasporto neonatale d’emergenza, lo Sten, oltre alla capacità dei presidi di riferimento di gestire tempestivamente le emergenze.

Per il segretario generale del Nursind, Biagio Tomasco, non basta sapere che esiste un ospedale di riferimento: bisogna conoscere i tempi reali di percorrenza, la disponibilità dei mezzi e delle équipe e la certezza di trovare posti letto e competenze necessarie.

Una questione particolarmente delicata in un territorio caratterizzato da viabilità tortuosa, possibili frane e interruzioni e, nei mesi estivi, aumento del traffico.

Il Nursind sottolinea inoltre che, nelle emergenze ostetriche e neonatali, non è sufficiente la sola presenza di una guardia ginecologica e ostetrica. Servono anestesista, pediatra o neonatologo, sala operatoria, équipe infermieristica, emoteca e apparecchiature per la stabilizzazione e la rianimazione.

Il sindacato chiede una moratoria sulla chiusura e la convocazione di un tavolo con Regione, Asl, 118, direzioni ospedaliere, sindaci e organizzazioni sindacali.

Tra le richieste anche la misurazione dei tempi reali di soccorso e trasferimento dai comuni del Distretto 71, Stam e Sten operativi 24 ore su 24 e il mantenimento a Sapri di una capacità effettiva di stabilizzazione delle emergenze non trasferibili.

«La salute delle donne e dei neonati del Golfo di Policastro non può essere affidata a una rete disegnata soltanto sulla carta – conclude Tomasco della Nursind -. Prima di chiudere un servizio, bisogna dimostrare che quello che lo sostituisce è già operativo, accessibile e capace di rispondere anche alle emergenze più gravi».

Autore dell'articolo: Barbara Albero