ALBERGHI A SALERNO, SI A VIA VINCIPROVA E ORA ANCHE A FOCE IRNO

Il Comune di Salerno si prepara a mettere sul mercato un’area strategica nel cuore della città destinata allo sviluppo turistico-alberghiero. Si tratta di un lotto di circa 5mila metri quadrati situato in via Vinciprova, al termine del Lungoirno e in prossimità della rotatoria recentemente riqualificata, per il quale è in fase di definizione il bando di vendita. Il prezzo posto a base d’asta sarà di 2,9 milioni di euro. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione urbana e di potenziamento dell’offerta ricettiva cittadina, in un momento in cui il tema dello sviluppo turistico torna al centro del dibattito anche in relazione all’area dell’ex Italcementi alla foce del fiume Irno, dove è prevista la realizzazione di una nuova struttura alberghiera. Proprio su quest’ultima vicenda è intervenuta la Procura della Repubblica di Salerno, che ha reso note le motivazioni della richiesta di archiviazione dell’indagine avviata a seguito di un esposto presentato da alcuni cittadini. L’inchiesta era stata aperta per verificare l’ipotesi di falso ideologico in atto pubblico nell’ambito delle procedure di alienazione di alcuni lotti dell’ex complesso industriale. Gli accertamenti, delegati alla Squadra Mobile della Questura di Salerno, hanno consentito di ricostruire l’intera evoluzione urbanistica dell’area dal 1995 a oggi. All’epoca dell’acquisto dei terreni da parte del Comune, infatti, il certificato di destinazione urbanistica qualificava le particelle come aree destinate a standard pubblici, verde e parcheggi. Nel corso degli anni, tuttavia, una serie di atti di pianificazione urbanistica ne ha progressivamente modificato la destinazione.La Procura evidenzia come, a partire dalla variante urbanistica del 1999, passando per il Piano Urbanistico Comunale del 2006, la variante del 2013 e infine la revisione decennale del Puc del 2022, l’area abbia assunto nuove destinazioni, fino a privilegiare funzioni turistico-alberghiere e parcheggi. Secondo gli inquirenti, tali modifiche hanno di fatto determinato il venir meno del vincolo originario richiamato nell’atto di compravendita del 1995.Da qui la conclusione degli investigatori: al momento della successiva vendita dei lotti, l’attestazione dell’assenza di vincoli risultava coerente con la destinazione urbanistica vigente e, pertanto, non sarebbe configurabile il reato di falso ipotizzato nell’esposto.La Procura sottolinea inoltre che eventuali profili di illegittimità relativi alle scelte urbanistiche adottate a partire dal 1999 avrebbero potuto, al più, configurare l’ipotesi di abuso d’ufficio, reato comunque ormai prescritto e, peraltro, non più punibile dopo le recenti modifiche legislative introdotte nel 2024.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro