SALERNO, L’ULTIMO SALUTO A LEONIDA PRIMICERIO –

Una vita dedicata alla giustizia, alla lotta alla camorra e al servizio delle istituzioni. Salerno si è stretta questa mattina attorno alla famiglia di Leonida Primicerio, magistrato di 73 anni, già procuratore generale presso la Corte d’Appello e componente del Consiglio superiore della magistratura, scomparso dopo una breve malattia.

In tanti hanno partecipato ai funerali che si sono svolti nella chiesa dell’Immacolata, in piazza San Francesco a Salerno , tra magistrati, avvocati, rappresentanti delle istituzioni e cittadini. Presente anche Giuseppe Borrelli, oggi procuratore della Repubblica a Reggio Calabria, che con Primicerio aveva condiviso un importante percorso professionale. Tra le autorità, il procuratore Antonio Centore, il procuratore per i minorenni Angelo Frattini, l’ex presidente della Corte d’Appello Iside Russo, il procuratore generale facente funzioni Elia Taddeo, il sindaco di Salerno  Vincenzo De Luca e il presidente della Camera penale Michele Sarno, oltre ad altri amministratori del territorio i sindaci di Nocera Inferiore Paolo De Maio, San Marzano sul Sarno Andrrea Annunziata e Mercato San severino Antonio Somma.

Un ricordo profondo, quello dei colleghi, che restituisce il profilo di un magistrato diventato un punto di riferimento per la giustizia salernitana.

Primicerio aveva iniziato la carriera nel 1981. Negli anni Ottanta e Novanta fu protagonista di importanti inchieste contro la camorra, dal tentativo di radicamento dei clan nel Salernitano al processo California, sulle attività del clan Alfieri e sui suoi rapporti con la politica.Negli ambienti giudiziari era conosciuto come il “Molosso”, per la tenacia nelle indagini.

“Ho sempre avuto una grande stima di Primicerio e del suo impegno per gli uffici salernitani”, ha ricordato il procuratore capo Raffaele Cantone, sottolineando come abbia lasciato un segno indelebile e rappresentato un esempio per l’ufficio inquirente.

Commosso anche Antonio Centore, che con Primicerio era entrato in magistratura lo stesso giorno: «Leonida è stato una guida e un riferimento. Ho fatto il magistrato penale per seguire le sue orme». E poi il legame personale, oltre il lavoro. Commosso il ricordo di  Angelo Frattini procuratore per i minorenni lo ha definito “una persona di cuore” e un amico fraterno, con cui aveva condiviso il lavoro in magistratura e la passione per il calcio. nella squadra dei magistrati del Tribunale di Salerno. Con la sua scomparsa, Salerno perde un protagonista della lotta alla criminalità organizzata e un magistrato che ha segnato profondamente la storia giudiziaria del territorio.

Autore dell'articolo: Barbara Albero