Il magistrato e scrittrice Annalisa Imparato ha presentato a Salerno il suo primo romanzo, Tra 24 ore morirai. La ragazza della villetta, un legal thriller che affronta il rapporto tra giustizia, verità e ricostruzione dei fatti. L’incontro si è svolto nel Salone Genovesi della Camera di Commercio, mettendo al centro una domanda fondamentale: quanto può essere diversa la verità storica da quella processuale?
Attraverso una trama ricca di suspense, indagini e suggestioni scientifiche, nel libro l’autrice accompagna il lettore nei meccanismi della giustizia, tra prove, dubbi e responsabilità. E tra gli elementi più suggestivi del romanzo c’è la macchina del tempo, uno spunto narrativo che apre scenari sulla possibilità di tornare indietro per ricostruire ciò che è accaduto e comprendere quanto sia complesso arrivare alla verità.
Un modo per avvicinare anche i cittadini al mondo giudiziario, rendendo accessibili temi spesso percepiti come distanti.
A introdurre l’incontro è stata l’avvocato penalista Valentina Lamberti, con la moderazione della giornalista Viviana De Vita. Al dibattito è intervenuto anche Michele Sarno, presidente della Camera Penale Salernitana, per un confronto tra letteratura e cultura giuridica.
Un romanzo che, oltre al mistero e ai colpi di scena, invita a riflettere sui limiti del giudizio e sul valore del dubbio: un’occasione per interrogarsi sui limiti della conoscenza, sulle responsabilità di chi giudica e su un principio essenziale: cercare la verità significa anche imparare a dubitare delle proprie certezze.

