È bastato poco dalla diffusione delle immagini per arrivare all’identificazione del presunto autore dell’aggressione alla 23enne accoltellata alla nuca lo scorso 23 settembre, nel centro storico di Salerno. Si tratta di un 57enne C.P. italiano nato in Svizzera, residente ad Ariano Irpino, fermato nel pomeriggio di ieri dalla Squadra Mobile di Salerno, insieme agli agenti del Commissariato di Ariano Irpino, con un decreto emesso dalla Procura di Salerno. L’uomo è gravemente indiziato di tentato omicidio, ma si è dichiarato estraneo ai fatti.
Assistito dall’avvocato Domenico Carchia, il 57enne, durante l’incontro con il legale, ha ribadito la propria innocenza. Ora si trova nel carcere di Ariano Irpino, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il fermo dovrà essere sottoposto alla convalida del Gip.
La svolta è arrivata dopo la diffusione, nella giornata di ieri, dei fotogrammi delle telecamere di videosorveglianza. Immagini che mostravano un uomo ritenuto compatibile, per aspetto e abbigliamento, con l’aggressore.
La sera del 23 settembre, intorno alle 21.30, la giovane era stata trovata ferita in Largo San Tommaso d’Aquino. Aveva raccontato alla polizia di essere stata aggredita alle spalle da uno sconosciuto, prima con calci e pugni e poi con una coltellata alla nuca. Ferite anche a una mano. Trasportata in codice rosso all’ospedale Ruggi di Salerno, aveva avuto bisogno anche di una trasfusione di sangue.
Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dalla Squadra Mobile, hanno consentito di acquisire numerosi filmati, anche relativi alle ore precedenti e a zone non immediatamente vicine al luogo dell’aggressione.
Una volta dimessa dall’ospedale, la 23enne è stata ascoltata direttamente dal pubblico ministero e proprio nella giornata di ieri avrebbe riconosciuto in fotografia l’uomo individuato dagli investigatori.
Le ricerche, inizialmente si erano concentrate a Salerno, nel centro storico e nei comuni limitrofi, ma non avevano dato esito anche perché quel volto non risultava presente all’interno dello SDI (il Sistema di Indagine della Polizia di Stato, la banca dati in cui sono raccolti i precedenti e i dati identificativi dei soggetti). Poi i fotogrammi sono stati diffusi alle forze di polizia su tutto il territorio nazionale e, infine, attraverso la stampa, con l’obiettivo di ottenere la collaborazione dei cittadini. E così sono arrivate decine di segnalazioni. Quella proveniente da Ariano Irpino si è rivelata decisiva.
Gli investigatori del commissariato hanno infatti riconosciuto l’uomo nelle immagini e verificato la sua identità. Durante la successiva perquisizione domiciliare sono stati sequestrati gli abiti che avrebbe indossato la sera dell’aggressione e alcuni appunti manoscritti, ora al vaglio degli inquirenti. Proprio da questi elementi potrebbero arrivare indicazioni utili a chiarire anche il movente, ancora da accertare.


