ADI TUBIFORMA, DIPENDENTI CON IL FIATO SOSPESO

Presidio questa mattina ai cancelli dello stabilimento AdI Tubiforma di Salerno, dove i lavoratori hanno incrociato le braccia nell’ambito di uno sciopero di otto ore proclamato dalle organizzazioni sindacali. Al centro della protesta, l’assenza di prospettive per il futuro del sito produttivo salernitano e la crescente preoccupazione per il destino occupazionale dei dipendenti del gruppo ex Ilva. La mobilitazione è stata indetta dalle organizzazioni territoriali di FIM e FIOM, insieme alla RSU di AdI Tubiforma, in linea con le indicazioni nazionali di FIM, FIOM e UILM. La protesta arriva all’indomani dell’incontro tenutosi a Palazzo Chigi sulla vertenza ex Ilva, dal quale, secondo quanto riferito dai sindacati, non sarebbero emerse risposte concrete sul futuro degli stabilimenti e sulla ripresa delle attività produttive. Nel corso dell’incontro con il Governo, le organizzazioni sindacali avrebbero preso atto che il confronto è attualmente concentrato soprattutto sugli ammortizzatori sociali, senza una reale prospettiva di rientro al lavoro per i dipendenti coinvolti. A destare ulteriore preoccupazione è anche la comunicazione aziendale relativa al fermo totale degli stabilimenti del Nord, a Genova e Novi Ligure. Una situazione che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, contribuisce ad alimentare l’incertezza sull’intero gruppo. I sindacati lamentano inoltre l’assenza di una discussione su un piano industriale capace di coniugare il risanamento ambientale con la salvaguardia dell’occupazione e del reddito. Nessuna risposta, viene sottolineato, sarebbe arrivata neppure sul futuro degli stabilimenti di AdI Spa e AdI Tubiforma
Particolarmente critica la situazione dello stabilimento salernitano, fermo dal 24 novembre 2025 e, allo stato attuale, senza prospettive certe di ripartenza. Secondo quanto riportato dalle organizzazioni sindacali, quasi l’80% del personale è attualmente collocato in cassa integrazione straordinaria (CIGS). A questo quadro si aggiunge la prospettiva di estendere l’ammortizzatore sociale fino a coinvolgere il 100% dei lavoratori in forza. Uno scenario che alimenta i timori dei dipendenti, alle prese con un futuro lavorativo ancora incerto e senza indicazioni chiare sui tempi di riavvio della produzione. Con lo sciopero e il presidio di questa mattina, i lavoratori hanno voluto richiamare l’attenzione sulla necessità di individuare soluzioni che vadano oltre la gestione degli ammortizzatori sociali. La richiesta delle organizzazioni sindacali è quella di ottenere risposte concrete sul futuro industriale di AdI Tubiforma, sulla ripresa delle attività e sulla tutela dei livelli occupazionali e del reddito.

Autore dell'articolo: Brigida Vicinanza