AGROPOLI, DUE FUNERALI IN DUE GIORNI DIVERSI PER ANNALISA E VINCENZO –

Si terranno nella stessa chiesa ad Agropoli, ma in due giorni diversi, i funerali di Vincenzo Carnicelli e di Annalisa Rizzo, la coppia ritrovata senza vita all’interno dell’abitazione, al secondo piano di via Donizetti nella mattinata di lunedì scorso. Domani alle 10 l’ultimo saluto a Vincenzo, il giorno dopo alle 15,30 l’addio ad Annalisa, nella chiesa della Madonna delle Grazie ad Agropoli. Le salme delle due vittime sono state subito liberate ieri dopo l’autopsia del medico legale Maiese che ha confermato un colpo mortale alla giugolare per Vincenzo Carnicelli, il marito 63 enne e dieci colpi sul corpo di Annalisa, la moglie 43 enne. L’autopsia conclusa nella serata dopo tre ore  ha confermato che Annalisa ha provato a difendersi durante la lite con il marito che è poi sfociata nella tragedia. Restano ancora dei dubbi da chiarire sull’esatta dinamica dei fatti avvenuti all’interno dell’abitazione  Non è da escludere, infatti, che, nel tentativo estremo di difendersi dal marito Annalisa  lo abbia colpito ed ucciso.  Due i coltelli ritrovati dai carabinieri della compagnia di Agropoli. Un coltello da cucina ed un taglierino. Intanto sulla vicenda ha deciso di scrivere direttamente la famiglia: la figlia 13enne della coppia, ora affidata ai nonni materni e che era in casa al momento della tragedia, attraverso un post sul suo profilo instagram ha invocato silenzio e rispetto così come lo zio, Antonio, fratello di Vincenzo che sul manifesto funebre postato sul suo profilo facebook annuncia i funerali parlando di un fatale destino che ha sottratto Vincenzo all’affetto dei suoi cari. Anche lui come la nipote chiede silenzio: ” siamo due famiglie che abbiamo subito questo dolore come un fulmine a ciel sereno”. La tredicenne  ha anche evidenziato che non c’era nessun tipo di violenza in casa da parte di nessuno, perché non sarei arrivata fin ora senza avvisare nessuno» e ha difeso il padre: “chi conosceva mio padre sa quanto fosse buono, e si, continuerò a dirlo nonostante le azioni che ha commesso perché io so com’era fatto papà e so quanto lui non abbia reagito, fino a farlo in modo esagerato. Non sto assolutamente giustificando le sue azioni perché mia mamma avrebbe potuto far di tutto, ma mio padre non avrebbe mai avuto il diritto di fare quello che ha fatto». Poi l’appello: «Vi chiedo di avere rispetto e di non essere invadenti».

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro