Sovraffollamento di detenuti e carenza di organico. Sono le facce della stessa medaglia del sistema penitenziario della provincia di Salerno che nel 2025 conferma una situazione di forte criticità, a partire dal sovraffollamento: nei tre istituti l’ Icatt di Eboli, la casa circondariale di Fuorni e Vallo della Lucania sono presenti 709 detenuti a fronte di 470 posti disponibili. Tra questi, 99 sono stranieri e 32 donne, tutte concentrate nel carcere di Fuorni. Sono i dati che emergono dalla Relazione annuale 2025 presentata questa mattina dal Garante campano delle persone private della libertà personale presentata Samuele Ciambriello nel corso di un incontro al comune di Salerno.
Alla presenza del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minori di Salerno, dottor Angelo Frattini, del Presidente facente funzioni del Tribunale per i Minorenni di Salerno, dottor Gianfranco Fiore ,del Direttore dell’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Salerno, dott.ssa Roberta Lakelin e del Vicario episcopale della Diocesi di Salerno, Don Antonio Romano si è parlato anche degli eventi critici registrati nel corso dell’anno, per un totale di 315 episodi.
109 sequestri di oggetti non consentiti nelle celle, 103 infrazioni disciplinari, 71 tentativi di suicidio e 12 atti di autolesionismo, nessun suicidio né evasione, ma un’evasione sventata
Rilevante anche il tema delle tossicodipendenze: i dati disponibili indicano almeno 204 detenuti tossicodipendenti, concentrati soprattutto a Fuorni ed Eboli.
In questo ambito si segnala l’esperienza della “Terza Sezione” di Fuorni, dedicata a percorsi trattamentali avanzati, con trasferimenti mirati verso strutture riabilitative come l’I.C.A.T.T. di Eboli.
Nel complesso, il quadro evidenzia un sistema sotto pressione, dove la funzione rieducativa della pena si confronta con criticità strutturali, carenze di organico e difficoltà nei percorsi di reinserimento sociale.
Nonostante ciò, resta centrale il ruolo della Magistratura di Sorveglianza nel garantire diritti e misure alternative, mentre emerge la necessità di interventi concreti per rendere più efficace e sostenibile l’intero sistema penitenziario.

