ARECHI: UNO STADIO CHE FA ACQUA

Le immagini parlano da sole e dovrebbero far riflettere e, soprattutto, indurre chi di dovere a correre ai ripari. E’ vero che a maggio un evento climatico come quello a cui da giorni stiamo assistendo è insolito, ma c’è da fare i conti anche con tutto ciò che riguarda i cambiamenti del meteo e dell’ecosistema e bisogna farsi trovare pronti e preparati. L’Arechi è uno stadio che fa acqua da tutte le parti, a cominciare dal piano traffico e dai parcheggi, terreno di conquista degli abusivi. Raggiungere un qualsiasi settore dell’impianto dopo essere riusciti nell’impresa di parcheggiare è quasi avventuroso se c’è la pioggia. Le strade si allagano, diventando veri e propri fiumi da attraversare con stivali e galosce invece che con normali calzature. Il rischio di inzupparsi e di prendersi un raffreddore è dietro l’angolo. E, una volta passati i tornelli, l’avventura ricomincia. Se piove, o peggio grandina, lo spettatore presente all’Arechi è quanto meno destinato a farsi una doccia con i vestiti indosso. Piove ovunque nell’impianto di via Allende. L’acqua ristagna nelle rampe per raggiungere i vari settori. La pioggia penetra e bagna anche chi occupa un posto al coperto. Tribuna, curva e distinti superiori sono esposti alle intemperie con le vie di fuga che si trasformano in cascate d’acqua ed il rischio di ruzzolare è altissimo. Spettatori costretti a poggiare i piedi sui sediolini per evitare di fare un pediluvio freddo poggiandoli semplicemente a terra, in corrispondenza del proprio posto. Uno stadio da rimodernare, a dir poco. L’annunciata copertura sarà ben accetta, ma nelle more occorre provvedere per evitare che infiltrazioni ed allagamenti mettano a dura prova la struttura e la salute dei malcapitati tifosi. Uno stadio che ha appena ottenuto la licenza Uefa non può presentarsi in questo stato, non può offrire uno spettacolo così mortificante per una città che vuole essere europea e che ha la fortuna di aver trovato nel calcio una proprietà solida ed ambiziosa che ha voglia di far crescere la Salernitana e di portare in alto il vessillo di Salerno. La Salernitana paga un fitto cospicuo per giocare in uno stadio in cui non ci sono servizi di nessun tipo. Dai bagni, che purtroppo non reggono l’impatto con l’uso massivo e, magari, in taluni casi anche incivile che se ne fa, dai sediolini scomodi e sporchi, dall’acqua piovana che diventa torrenziale e che, anche col sole, è stagnante in alcune zone, per ritornare al tema dell’accesso e del deflusso. Insomma, la prossima serie A non potrà essere affrontata in queste condizioni. Ci si impegni concretamente per rimettere in sesto l’Arechi, rendendolo sicuro e funzionale, davvero accogliente e fruibile per chi voglia assistere ad una partita senza andare incontro a disagi e a rischi per la salute. Il bene pubblico richiede impegno ed investimenti adeguati da parte dell’amministrazione comunale. E’ vero che non può piovere per sempre, ma non è neanche concepibile che nel 2023 si debba sperare che non piova per poter assistere ad una partita di calcio senza sentirsi capitani coraggiosi che sfidano le tempeste per seguire la propria passione.

Autore dell'articolo: Redazione