AUTISMO: NESSUNA COLPA DEI VACCINI ED UN RUOLO DEL MICROBIOMA

Nello sviluppo dell’autismo non c’è nessuna correlazione con i vaccini, mentre in una finestra tra i 3 ed i 12 mesi alcuni possibili segnali biologici che potrebbero aiutare a riconoscere l’autismo in modo più precoce e accurato.
Sono alcuni degli aspetti del progetto europeo GEMMA. Dopo sette anni di studio, GEMMA mostra che anche il corpo – e in particolare l’intestino – può fornire informazioni importanti.
Lo studio ha analizzato migliaia di campioni e ha scoperto che il microbioma intestinale può aiutare a prevedere la gravità dei sintomi. Alcuni batteri, come Clostridioides difficile, risultano associati a un rischio maggiore. Sono emerse anche alterazioni in alcuni processi metabolici che potrebbero avere un ruolo nello sviluppo dell’autismo.
Un risultato chiave riguarda lo screening: lo strumento BOSA permette di individuare segnali di rischio già dai 12 mesi. Integrato con i dati biologici, potrebbe rendere la diagnosi più precoce e affidabile.
Salerno ha avuto un ruolo centrale nel progetto: la Fondazione EBRIS è stata uno dei pilastri scientifici di GEMMA e ha ospitato la raccolta dei campioni nella propria biobanca. La GEMMA Collection, conservata presso EBRIS e registrata nella rete europea BBMRI-ERIC, è oggi una delle risorse più complete al mondo per lo studio dell’autismo. Grazie a Salerno, questi dati e campioni sono ora accessibili alla comunità scientifica internazionale.
Il progetto ha coinvolto 344 famiglie e ha avviato anche un piccolo studio per capire se specifici probiotici possano influire sui sintomi o sullo sviluppo dei bambini a rischio.
In sintesi, GEMMA contribuisce a vedere l’autismo non solo come una condizione neurologica, ma come un processo biologico complesso che può essere studiato, misurato e forse riconosciuto prima. E Salerno, con la Fondazione EBRIS, è stata uno dei motori di questo avanzamento.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro