“AVVOCATO, SIA… GENTILE!”: L’ATTACCO DI FABIANI –

Un comunicato senza nomi e riferimenti precisi, ma facilmente identificabili. Ieri pomeriggio, la Salernitana ha diffuso una nota ufficiale contenente delle dichiarazioni del direttore sportivo. Si legge nella nota: “Il Direttore Sportivo Angelo Fabiani, in relazione alle dichiarazioni rilasciate da alcuni

legali e riportate su organi di stampa, precisa che: Tali dichiarazioni sono state rilasciate a mero titolo personale e, talune volte, sono destituite di qualsivoglia fondamento. La Società prende le distanze da suddette dichiarazioni e ricordo che ogni eventuale comunicazione attinente l’attività del club sarà pubblicata sul sito ufficiale. Invito altresì gli organi di stampa a verificare l’attendibilità di quanto riferito da persone terze che evidentemente non hanno contezza del corretto stato delle cose ma inseguono, con dichiarazioni strampalate, esclusivamente una vanagloria personale”. Fin troppo facile immaginare un riferimento all’avvocato Gian Michele Gentile, peraltro avvocato storico di Claudio Lotito, e sempre impegnato nelle vicende legali che hanno riguardato la Salernitana in questi anni. Inoltre, l’avvocato Gentile aveva semplicemente cercato di fare un po’ di chiarezza e di dare risposte un po’ più specifiche e concrete alla stampa salernitana e di conseguenza ai tifosi, cui non potevano bastare le poche righe del comunicato diffuso sabato dalla società granata con cui si annunciava l’invio del nuovo documento avente ad oggetto il trust, senza scendere nei dettagli. Al di là della comprensibile cautela, c’era da immaginarsi che la piazza chiedesse qualche notizia in più, cercasse di aggrapparsi a qualche certezza maggiore visto che, dopo la presentazione del primo trust, a dire il vero, non solo l’avvocato Gentile ma anche lo stesso diesse romano avevano dispensato ottimismo. Siamo al 5 luglio e, pur non essendoci state comunicazioni ufficiali, queste sì, da parte del sito della Salernitana, si deve dedurre che Fabiani abbia rinnovato il contratto. Giusto per togliere qualsiasi dubbio, sarebbe opportuno comunicarlo. Il diesse è operativo, ma sa bene che si prospetta un mercato difficile sia per la chiusura della corsia preferenziale con la Lazio (anche se, pare, siano in corso trattative per poter confermare chi faceva già parte della rosa granata nella scorsa stagione), sia per il budget non illimitato garantito dal trust. Intanto, sul finire della settimana dovrebbero partire le visite mediche e dal 15 dovrebbe scattare il ritiro a Cascia. Tutto, però, resta in sospeso. La Figc sta esaminando la nuova documentazione presentata e, a quanto filtra, un po’ di irritazione ci sarebbe per la conferma del doppio trustee e dell’amministratore unico Marchetti, senza dimenticare la delicata vicenda del budget e del piano finanziario per sostenere i sei mesi di vita del trust che dovrà avere come unico scopo la vendita. Resta una domanda nell’aria: ma tra sei mesi la Salernitana varrà di più o di meno? Inoltre, non può essere taciuta la questione dei beni immateriali. Su questa vicenda deve assolutamente prendere posizione l’amministrazione comunale. All’epoca dell’acquisto da Energy Power dei segni distintivi, la società di Lotito e Mezzaroma si impegnava a cederli a titolo gratuito al Comune. Bene. Si faccia, dunque, rispettare quell’impegno, evitando che sulla valutazione del club incida qualcosa che, come è scritto in un atto pubblico, fa parte del patrimonio della città. Dopo averla più volte irrisa e sminuita, ora la storia della Salernitana sembra fare improvvisamente comodo, avere un valore economico. Non si può sempre girare la frittata a proprio piacimento. Almeno su questo punto i patron devono dimostrarsi coerenti ed il Comune deve vigilare e farsi sentire. Già condannata a non gioire fino in fondo per la promozione a causa del problema della multiproprietà, costretta a dover subire la mortificazione di veder affidata l’iscrizione al campionato alla volontà del Consiglio Federale, la Salernitana merita che qualcuno la difenda e invochi per lei un po’ di rispetto. Il trust non sarà certo la soluzione ai problemi, ma rimanderà soltanto il momento del redde rationem. Ora il destino della Salernitana è nelle mani della Figc. Già soltanto per questo fatto ci sarebbe da chiedere scusa alla città.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto